Ilva, attesa per il verdetto del Gip sulle merci sequestrate

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Dopo l'appello del governo ad applicare subito il decreto che consente la ripresa della produzione, dovrebbe arrivare lunedì 21 gennaio la decisione del magistrato. Anticipato l'incontro tra azienda e sindacati

Il presidente dell'Ilva, Bruno Ferrante, ha anticipato a domani 21 gennaio alle 11 a Roma l'incontro con i sindacati Fim, Fiom e Uilm che inizialmente era previsto per il 22 a Taranto. I sindacati hanno sollecitato questo confronto già la scorsa settimana ed è probabile che Ferrante possa annunciare nuovi scenari. Allo stato, ci sono oltre 2mila operai dell'area a freddo in cassa integrazione ordinaria e l'azienda punta a metterne altri 700 in cassa in deroga. Questi, però, sono numeri fermi a qualche giorno fa, numeri che adesso potrebbero cambiare in peggio, dato che se non si sbloccano i prodotti sequestrati, non si possono pagare gli stipendi, né mettere in cantiere gli ingenti investimenti ambientali di risanamento della fabbrica prescritti dall'Autorizzazione integrata ambientale rilasciata all'Ilva lo scorso 26 ottobre.

Ed è in un clima teso che il 23 gennaio sarà a Taranto il ministro dell'Ambiente, Corrado Clini, che in queste ore più volte ha sottolineato che la legge 231 va applicata subito e interamente. E proprio domani, lunedì 21 gennaio, potrebbe arrivare  il verdetto del gip di Taranto, Patrizia Todisco, in merito al dissequestro o meno dei prodotti dell'Ilva bloccati da fine novembre. Dopo i giudici del Tribunale dell'appello, che nei giorni scorsi hanno sospeso il giudizio sull'istanza di dissequestro presentata dall'azienda in base alla legge 231 e sollevato obiezione di incostituzionalità sull'articolo 3 della stessa legge, adesso tocca al magistrato che ha firmato il sequestro a fine novembre decidere se un milione e 700mila tonnellate fra coils e lamiere, che valgono un miliardo di euro, siano da liberare o da tenere ancora bloccati.

Al gip, infatti, i pm hanno rimesso la decisione finale e il giudizio del gip Todisco è soprattutto atteso per verificare se avrà riscontro l'appello-invito ad applicare la legge in attesa del pronunciamento della Consulta lanciato venerdì sera da Palazzo Chigi da Governo, istituzioni locali e regionali, Confindustria, sindacati e Ilva. Il Governo per ora si è limitato a ribadire che la legge va applicata e quindi l'Ilva - così come prevede l'articolo 3 del provvedimento approvato dal Parlamento a larga maggioranza prima di Natale - deve poter commercializzare le merci che oggi hanno i sigilli giudiziari.

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