L’Aquila, i pm: "L'ex prefetto rideva al telefono del sisma"

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Sotto accusa Giovanna Iurato, coinvolta nell'inchiesta sugli appalti per la sicurezza, intercettata nel 2010 con Gratteri: “Risata ingiustificabile mentre ricordava come si era falsamente commossa”. La difesa: “In due anni ha sempre dimostrato rispetto”

A quasi quattro anni dal terremoto che ha distrutto L’Aquila, scoppia un nuovo caso di una telefonata intercettata dai pm dal contenuto imbarazzante. Il primo era stato quello dell’imprenditore Pierfrancesco Gagliardi e di suo cognato Francesco Piscicelli, intercettati mentre sghignazzavano al telefono, nello stesso giorno del sisma, pensando agli appalti che avrebbero ottenuto.
Questa volta invece a finire nell’occhio del ciclone è l’ex prefetto dell’Aquila, Giovanna Iurato, coinvolta nell'inchiesta sugli appalti per la sicurezza a Napoli (destinataria venerdì 18 gennaio di un provvedimento di interdizione dai pubblici uffici emesso dal gip), che in una telefonata intercettata il 28 maggio 2010 con il collega prefetto Francesco Gratteri usa un tono scherzoso proprio quando la conversazione si sposta sulle macerie e il dolore provocati dal terremoto che da poco aveva sconvolto L'Aquila.
“Una risata non giustificabile”, secondo i pm di Napoli. I magistrati, infatti, ricordano che poco dopo la tragedia che mise in ginocchio il capoluogo abruzzese Iurato "scoppiava a ridere ricordando come si era falsamente commossa davanti alle macerie e ai bimbi rimasti orfani". Un atteggiamento che viene fortemente stigmatizzano.

Le accuse dei pm
- "Commentando la sua prima giornata ufficiale - scrivono i pm - nella città martoriata dal terremoto (definita sarcasticamente da Iurato 'una città inesistente, che non c'è’), scoppiava a ridere, ricordando come si era (falsamente) commossa davanti alle macerie e ai bambini rimasti orfani. Una risata non giustificabile dalle circostanze e dagli eventi tragici di quelle ore, che avrebbero imposto al rappresentante del Governo di assumere comportamenti ben diversi e non certo (a proposito di cinismo) legati alla predisposizioni di condotte e strumenti atti a prevenire e/o scongiurare indagini in corso".

La difesa dei legati dell’ex prefetto - Una lettura del tutto diversa viene fornita dai legali della Iurato, che respingono le accuse di insensibilità rivolte alla funzionaria: "Nei due anni di presenza a L'Aquila il prefetto Giovanna Iurato ha dato ampia prova di attenzione, rispetto e grande senso di abnegazione nei confronti dei cittadini così duramente colpiti dalla tragedia del terremoto", affermano gli avvocati Claudio Botti e Renato Borzone.

Cancellieri: “Una cosa molto triste” - "Credo che le cose vadano viste nel loro complesso e non giudicate a spezzoni. E' una cosa molto triste su cui non vorrei esprimere giudizi perché le cose le vorrei conoscere nella loro interezza e nel contesto in cui si sono sviluppate". Lo ha detto il ministro dell'Interno Annamaria Cancelleri in merito intercettazioni del prefetto Maria Giovanna Iurato sul terremoto de L'Aquila.

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