Berlusconi, rinviato a dopo le elezioni il processo Unipol

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La sentenza, prevista per il 7 febbraio, è rimandata al 7 marzo. L'avvocato Piero Longo aveva chiesto lo stop in base all'articolo 159 del Codice Penale che lascia al Tribunale una "valutazione discrezionale". Contrario il pm: "Le regole sono regole"

I giudici del tribunale di Milano hanno deciso di sospendere il processo Unipol e rinviarlo per la lettura della sentenza al 7 marzo, dopo le elezioni, accogliendo in questo modo la richiesta degli avvocati difensori di Silvio Berlusconi. E' stata così rimandata la camera di consiglio per decidere la sentenza, che era prevista per il 7 febbraio.

L'intercettazione Fassino Consorte - Il processo trae origine dall'intercettazione telefonica non depositata agli atti pubblicata dal Giornale sulla tentata scalata di Unipol a Bnl. Silvio e Paolo Berlusconi sono imputati per la pubblicazione della telefonata, non depositata agli atti, tra Fassino e l'allora presidente di Unipol Giovanni Consorte, in cui il politico pronunciava la famosa frase "abbiamo una banca". 

"Dai giudici sì allo stop per motivi rilevanti" - L'avvocato Piero Longo aveva chiesto lo 'stop' del processo in base all'art. 159 del Codice Penale che, ha spiegato, lascia al Tribunale una "valutazione discrezionale".
Nello spiegare perché il tribunale ha sospeso il processo con imputato Silvio Berlusconi fino a dopo le elezioni, il giudice Oscar Magi ha fatto riferimento a "motivi rilevanti". Il tribunale ha accolto la richiesta della difesa dell'ex premier valutando "non puramente dilatori" i motivi che hanno spinto a chiedere di posticipare il verdetto a dopo il voto.

Per i giudici la richiesta di sospensione, formulata in base all'articolo 159 del Codice Penale e motivata dalle esigenze legale alla campagna elettorale di Berlusconi, non è giustificata dall'esistenza di un legittimo impedimento. Tale articolo prevede, però, che l'istanza di sospensione possa essere "motivata anche dall'esercizio di diritti estranei alla difesa e al contraddittorio purché dotati di significativa rilevanza e non puramente dilatori". Inoltre in questo caso "si tratta di riconoscere esigenze legate all'esercizio di un diritto costituzionalmente riconosciuto quale quello di cui all'articolo 51 della Costituzione".
Il giudice ha sospeso la prescrizione durante il periodo di pausa e ha rinviato la camera di consiglio per la lettura della sentenza al 7 marzo.

Il no del pm: "Le regole sono regole"
- Il pm Maurizio Romanelli si era opposto alla richiesta della difesa argomentando che "le regole sono le regole" e che "ci devono essere ragioni forti per impedire la prosecuzione del processo". I legali dell'ex segretario dei Ds Piero Fassino, parte civile nel processo, si sono associati alla richiesta della procura.

A dicembre la procura ha chiesto la condanna ad un anno di reclusione per concorso in rivelazione di segreto ufficio per l'ex premier e a 3 anni e 3 mesi per il fratello Paolo, per le accuse di ricettazione e concorso in rivelazione di segreto d'ufficio, mentre ha chiesto l'assoluzione dall'accusa di millantato credito. L'ex premier e il fratello hanno sempre negato ogni addebito.

Procede il processo Ruby
Il 14 gennaio scorso era invece stata respinta l'istanza della difesa di Silvio Berlusconi di sospendere fino al voto di febbraio il processo Ruby a carico dell'ex premier per motivi elettorali e anche la richiesta di legittimo impedimento per l'udienza di lunedì 14 gennaio.

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