Ruby, i giudici: "No a sospensione, il processo va avanti"

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All'udienza in cui è imputato Berlusconi, la difesa chiede il legittimo impedimento per la campagna elettorale, ma il tribunale si oppone: "Non esserci è sua scelta personale". Anche Boccassini contraria: "Non è segretario di partito né candidato premier"

I giudici del Tribunale di Milano hanno respinto l'istanza della difesa di Silvio Berlusconi di sospendere fino al voto di febbraio il processo Ruby a carico dell'ex premier per motivi elettorali e anche la richiesta di legittimo impedimento per l'udeinza di lunedì 14 gennaio. "E' una sua scelta personale", hanno spiegato. Il dibattimento quindi va avanti.
Il collegio di giudici, davanti ai quali si celebra il processo a carico di Berlusconi, imputato per concussione e prostituzione minorile, si era riunito in camera di consiglio per decidere sulle richieste  della difesa, a sostegno della quale, era stata depositata una lettera firmata da Angelino Alfano che convocava per oggi una riunione a Palazzo Grazioli per discutere sulla campagna elettorale.

Bocassini contro: "Non è candidato premier"
- La richiesta era però stata contestata dal pm Ilda Boccassini, secondo cui Silvio Berlusconi "non è il segretario politico nazionale del partito, perché è Alfano, e non è nemmeno il candidato premier". Il pm aveva quindi chiesto ai giudici il rigetto delle istanze della difesa sul legittimo impedimento e di carattere generale per la campagna elettorale, presentate dalla difesa dell’ex premier. "Io chiedo che questo processo vada avanti, perché un processo non può essere sospeso per una campagna elettorale”, aveva spiegato il pm.

Ruby in aula - L’udienza di lunedì 14 gennaio ha visto anche la presenza in tribunale di Ruby (FOTO), la giovane marocchina finita al centro dell’inchiesta. Ruby, mini abito nero, stivali, giacca a vento imbottita e sciarpone al collo, è arrivata in tribunale accompagnata dal suo fidanzato Luca Risso e dai suoi legali, le avvocatesse Paola Boccardi e Daniela Damiano.
La marocchina era chiamata a testimoniare come parte offesa, ma la difesa di Silvio Berlusconi ha chiesto di rinunciare alla testimonianza della giovane marocchina, così non è stata ascoltata durante il processo.

La difesa: "Così si interviene su campagna elettorale" - "Con questa decisione il Tribunale è intervenuto pesantemente nella campagna elettorale", dice Niccolò Ghedini, difensore di Silvio Berlusconi, che aggiunge: "Una cosa del genere va a incidere sulla serenità della campagna elettorale".
Quanto all'ascolto di Ruby, spiega Ghedini, "avremmo preferito sentirla in dibattimento ma era impensabile farlo nel pieno della campagna elettorale. La nostra è una rinuncia per opportunità politica perché avrebbe turbato la serenità della campagna elettorale".

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