Pedofilia, Rignano: pm ricorre in appello contro assoluzione

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E' stato depositato l'atto della Procura di Tivoli con il quale si contesta la sentenza che il 28 maggio scorso ha mandato assolte con formula piena le cinque persone processate perché accusate di abusi su 21 bambini della scuola Olga Rovere

Nessuna contaminazione tra i reperti e nessuna suggestione da parte di bambini e genitori. Gli abusi sessuali nella scuola materna Olga Rovere di Rignano Flaminio sono effettivamente avvenuti nell'anno scolastico 2005-06 ai danni almeno una quindicina di piccoli, rispetto ai 21 costituiti parte civile. A sostenerlo è il capo della procura di Tivoli, Luigi De Ficchy, che ha deciso di presentare ricorso in appello (circa 200 pagine) contro la sentenza con la quale il tribunale, il 28 maggio scorso, ha assolto con formula piena, perché il fatto non sussiste, le maestre Silvana Magalotti, Marisa Pucci, Patrizia Del Meglio, il marito di quest'ultima Gianfranco Scancarello, e la bidella Cristina Lunerti.

Pm: "Le ricostruzioni non sono frutto di immaginazione e di confusione" - Nel ricorso la procura spiega di non comprendere le ragioni per cui il collegio giudicante abbia svilito tutta la mole di elementi accusatori emersi dall'incidente probatorio, dalle dichiarazioni dei minori, corroborate da quelle dei loro genitori, dall'analisi dei consulenti di parte civile e del pm e dei periti del gip. Da qui una richiesta alla corte di appello di rivalutare la prova dichiarativa.
E ancora: il tribunale ha sbagliato a non valutare i riscontri alle accuse analizzandoli nel loro contesto, ma, prendendoli singolarmente, li ha smontati l'un con l'altro e depotenziati. Per la procura, invece, i luoghi dove sono avvenuti gli abusi sono stati riconosciuti dalle vittime, gli oggetti utilizzati sono stati individuati dagli investigatori. E poi le descrizioni delle singole abitazioni, delle auto e dei dettagli fisici fatte da alcuni degli imputati (a cominciare dai tatuaggi della bidella) non possono essere frutto di immaginazione e di confusione. E nemmeno si può parlare di suggestione quando nei capelli di due bimbe sono state trovate tracce di benzodiazepine.

Lesioni fisiche inequivocabili - La procura di Tivoli è convinta che da quella struttura scolastica fosse possibile uscire senza essere visti dall'esterno: nella Olga Rovere regnava il caos, solo la porta di ingresso era a vetri e non anche le pareti, le maestre erano solite non firmare, i registri erano tenuti in malo modo.
I bambini, insomma, venivano portati di sotto, nella palestra, e da lì potevano uscire indisturbati, in auto o anche a piedi, visto che l'abitazione di una delle imputate era distante solo alcuni minuti. Nell'atto di appello si sottolinea con forza l'aspetto relativo ai disturbi sessuali e psicologici che alcuni bimbi hanno manifestato all'epoca. Per la procura non può passare in secondo piano la questione legata alle lesioni psico-fisiche di alcuni bimbi. Si tratta di lesioni fisiche inequivocabili tali che possono essere spiegate solo con gli abusi sessuali e che meritano un approfondimento della corte di appello in tempi che la procura spera siano i più veloci possibili.

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