Inchiesta Lega, l'ex segretaria: "Ora vogliono distruggermi"

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"Lavoro da 8 anni al gruppo del Carroccio al Senato, ma quel che ho visto in questi ultimi 3 anni non ha precedenti" dice a Repubblica Manuela Privitera, al centro dell'indagine in corso a Palazzo Madama. Calderoli: "Accuse a orologeria"

"Lavoro da otto anni al gruppo della Lega al Senato, ma quel che ho visto in questa legislatura, in questi ultimi tre anni in particolare, non ha precedenti. Adesso mi vogliono distruggere, mi accusano di dire il falso, perfino di aver rubato". Si sfoga così, in un’intervista alla Repubblica, Manuela Privitera, ex segretaria amministrativa del gruppo della Lega al Senato, al centro della nuova inchiesta sull’uso dei fondi pubblici da parte del Carroccio. La Privitera è anche l'unica indagata, al momento, dell'inchiesta giunta a Roma dalla procura del capoluogo lombardo nell'ambito dello scandalo che ha riguardato l'ex tesoriere della Lega Nord Francesco Belsito.

Prima del dicembre 2011, racconta la donna, "non erano mai stati pagati affitti a un capogruppo o coperte le sue carte di credito, non venivano corrisposte somme extra a singoli senatori. Non si assisteva a tutto questo giro di contanti". "Finché è stato in carica il governo Berlusconi – continua Privitera - i soldi circolavano tutti con bonifico. Subito dopo, siamo nel dicembre 2011, non saprei spiegare perché da quel momento, il capogruppo Bricolo mi dice che vuole gestire in contanti".

Privitera racconta di una gestione dei fondi "piuttosto arbitraria" e della creazione di "conti paralleli" voluta da Bricolo, forse per "celare al Consiglio federale della Lega il reale residuo di cassa a fine anno". Soldi che sarebbero stati utilizzati per fare dei "regali", come "quattro buoni da 500 euro tramite una carta Media World" per ciascun senatore.

Intanto domenica 6 gennaio, attraverso una nota, il presidente dei senatori della Lega, Federico Bricolo, aveva smentito le ricostruzioni dell'ex segretaria: "Sono false e prive di ogni fondamento". E definito la Privitera una "ex collaboratrice infedele". E oggi Roberto Calderoli risponde sempre su Repubblica: "Ogni mia spesa è documentata, queste sono accuse a orologeria". "Una bufala galattica", il commento dell'avvocato del Carroccio, Domenico Aiello: "è partita da un nostro esposto e, per quanto riguarda le dichiarazioni di Manuela Privitera, basta pensare che lei è indagata".
Gli inquirenti al momento confermano che né Federico Bricolo, capogruppo del carroccio al Senato, né Roberto Calderoli sono stati iscritti nel registro degli indagati.

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