Liberato con un blitz Andrea Calevo: "Pensavo di morire"

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L’imprenditore era stato sequestrato il 16 dicembre dopo una rapina nella sua villa di Lerici. Ritrovato in una cantina a Sarzana. “Sto bene, ringrazio tutti” (FOTO). Fermati tre muratori, volevano 8 milioni. Traditi da una telefonata in pizzeria

E' stato liberato l'imprenditore edile Andrea Calevo, rapito il 16 dicembre scorso dopo una rapina nella sua villa a Lerici (La Spezia). Il 31enne è stato liberato nella mattinata di lunedì 31 dicembre grazie a un'operazione congiunta realizzata dalla polizia di Stato e dai carabinieri (FOTO). Calevo sarebbe rimasto per tutto il tempo del rapimento all'interno di una cantina (VIDEO), di proprietà di un pregiudicato, nella periferia di Sarzana, a pochi chilometri da casa. Tre persone, due italiani e un albanese, sono state fermate e portate in questura a La Spezia. Sarebbero dei muratori, "veri balordi", secondo gli investigatori. Avrebbero chiesto 8 milioni di euro, ma il procuratore di Genova, Michele Di Lecce, ha spiegato che non è stato pagato nessun riscatto.

Calevo: "Non sapevo che giorno fosse, ero isolato" - "Pensavo fosse il 1 gennaio e credevo di essere in un posto molto isolato, perché non sentivo i fuochi d'artificio". Così Andrea Calevo (VIDEO) ai giornalisti davanti all'ingresso della villa di Lerici, dove ha potuto fare rientro dopo la liberazione. L'imprenditore ha specificato di non avere avuto orologio, di non aver letto i giornali né tantomeno guardato la televisione. Calevo ha poi confessato di aver trascorso il tempo anche facendo le flessioni. "Mi svegliavo - ha detto ai microfoni di Sky TG24 - facevo flessioni, cercavo di camminare".

Le prime parole agli agenti: "Voglio rivedere mia madre" - "Sto bene, voglio ringraziare gli inquirenti per quello che hanno fatto e voglio rivedere mia madre. Ho avuto paura di morire". Queste invece le prime parole che Andrea Calevo ha rivolto agli agenti che lo hanno liberato. Appena ha visto i Carabinieri del Ros fare irruzione nello scantinato dove era prigioniero (infilato un angolo, con gambe e piedi legati), Calevo ha detto “grazie” prima di scoppiare a piangere.
"La liberazione è stata una cosa bellissima, ringrazio tutti, ci è stata vicinissima tutta la comunità", ha detto invece la madre. 
Patron della società edile Calevo Nestore & Figlio srl fondata 120 anni fa dal bisnonno, Andrea Calevo era stato portato via da tre uomini che lo attendevano in casa dopo aver immobilizzato e legato la mamma.

Gli investigatori: "Un'indagine complessa" - Gaetano Chiusolo, capo della Direzione centrale anticrimine, a SkyTG24 (ASCOLTA L'AUDIO) ha spiegato che “è stata un’indagine complessa e difficile, realizzata grazie a una grande sinergia tra le forze dell’ordine”. Chiusolo ha aggiunto che Calevo “era in una cantina bunker priva di finestre ed è in discrete condizioni fisiche. I rapitori potrebbero essere clienti della sua impresa”.

Sequestratori traditi da una telefonata - Il capo della banda che ha sequestrato Andrea Calevo sarebbe Pierluigi Destri, 70 anni, di Ameglia. Lo hanno riferito i responsabili delle indagini nel corso della conferenza stampa in Procura. I sequestratori sono "stati traditi da una telefonata" (VIDEO). La chiamata a una pizzeria è "arrivata il giorno dopo il sequestro ed è stata fatta da Pisa". Chiamata tracciata da telecamere ambientali che ha poi portato a individuare i responsabili.

Il ministro Cancellieri: "Una grande soddisfazione" - Soddisfatto dell'operazione il ministro dell’Interno Anna Maria Cancellieri: "Quest'anno si chiude davvero bene con la liberazione di Andrea Calevo. Una grande soddisfazione sia per la bellezza dell'operazione e per il fatto che l'ostaggio stia bene ma anche perché ciò rappresenta un riconoscimento professionale delle  forze dell'ordine”.

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