Addio al premio Nobel Rita Levi Montalcini

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Premiata per la medicina nel 1986, senatrice a vita dal 2001, si è spenta nella sua casa di Roma a 103 anni. Nel marzo 2012, aveva rivolto un appello al governo Monti per il futuro dei giovani ricercatori. Funerali il 2 gennaio a Torino in forma privata

E' morta a 103 anni, nella sua abitazione a Roma, la senatrice a vita Rita Levi Montalcini. Premio Nobel per la medicina nel 1986 (foto), era nata a Torino il 22 aprile 1909 ed era stata nominata senatrice a vita il 1 agosto 2001 dal presidente della Repubblica, Carlo Azeglio Ciampi, "per aver illustrato la Patria con altissimi meriti nel campo scientifico e sociale".
Dal premier Monti al capo dello Stato Napolitano, dal sindaco di Roma Alemanno, a quello di Torino Fassino, sono tantissimi i messaggi di cordoglio e di affetto arrivati dalle istituzioni, dal mondo politico e accademico e dalla società civile. La camera ardente della scienziata si terrà il 31 dicembre dalle 15,00 alle 21.00 al Senato, mentre le esequie avranno luogo il 2 gennaio a Torino in forma privata.

Il Nobel per la scoperta del fattore di crescita nervoso - La scoperta del fattore di crescita nervoso (NGF) nel 1951-52 e nel 1986 l'assegnazione del Premio Nobel per la medicina per quella scoperta (di fondamentale importanza per la comprensione della crescita di cellule e organi e nella comprensione del cancro e di malattie come l'Alzheimer e il Parkinson), i momenti chiave che hanno segnato Rita Levi-Montalcini e la sua vita tutta dedicata alla ricerca.

Dai primi studi al trasferimento negli Stati Uniti - Di origine ebrea sefardita, figlia di Adamo Levi, ingegnere elettrotecnico e matematico, e della pittrice Adele Montalcini, Rita nacque insieme alla sorella gemella Paola (1909-2000), nota pittrice. Entrambi i genitori erano molto colti e instillarono nei figli il proprio apprezzamento per la ricerca intellettuale. Dopo aver studiato medicina  all'università di Torino, all'età di 20 anni entra nella scuola medica dell'istologo Giuseppe Levi e inizia gli studi sul sistema nervoso che prosegue per tutta la sua vita, salvo alcune brevi  interruzioni nel periodo della Seconda guerra mondiale. Si laurea nel 1936. Nel 1938, in quanto ebrea sefardita, fu costretta dalle leggi razziali del regime fascista a emigrare in Belgio con Levi, dove continua le sue ricerche in un laboratorio casalingo.
I suoi primi studi (degli anni 1938-1944) furono dedicati ai  meccanismi di formazione del sistema nervoso dei vertebrati. Nel 1947 accetta l'invito a proseguire le sue ricerche al dipartimento di  Zoologia della Washington University (nello stato Usa del Missouri), dove rimane fino al 1977. 

I riconoscimenti internazionali - Dal 1961 al 1969 dirige il Centro di  ricerche di Neurobiologia del Consiglio nazionale delle ricerche (Cnr) di Roma in collaborazione con l'Istituto di Biologia della Washington University, e dal 1969 al 1979 il laboratorio di Biologia cellulare.
Dal 1993 al 1998 presiede l'Istituto dell'Enciclopedia Italiana. E' membro delle più prestigiose accademie scientifiche internazionali, quali l'Accademia Nazionale dei Lincei, l'Accademia  Pontificia, l'Accademia nazionale delle scienze detta dei XL, la  National Academy of Sciences statunitense e la Royal Society. Viene  nominata senatore a vita dal presidente della Repubblica Carlo Azeglio Ciampi il 1 agosto del 2001. Riceve numerosi altri riconoscimenti: fra l'altro tre lauree ad honorem delle Università di Uppsala (Svezia),  Weizmann-Rehovot (Israele) e St. Mary (Usa). Ha vinto inoltre il  Premio internazionale Saint-Vincent, il Feltrinelli, e il premio  "Albert Lasker" per la ricerca medica.

Il governo Prodi e gli attacchi di Storace
- Nel suo ruolo di senatrice a vita, tra il 2006 e il 2008, garantisce in diverse occasioni, con il suo voto insieme a quello di altri senatori a vita, la sopravvivenza del governo Prodi. Cosa che non va giù al leader de La Destra Francesco Storace che, nell'ottobre 2007, presenta un disegno di legge per l'abolizione della figura del senatore a vita (in realtà prevista dalla Costituzione) e poi proclama: "regaliamo a tutti un bel paio di stampelle", a partire dalla Montalcini. Gli attacchi alla senatrice proseguono anche online, tanto da portare il Presidente della Repubblica a reagire: "Mancare di rispetto, tentare di intimidire la professoressa Rita Levi Montalcini, che ha fatto tanto onore all'Italia, è semplicemente indegno", le parole Giorgio Napolitano. Ma fu la stessa Montalcini a replicare a Storace definendo i suoi attacchi "manifestazioni riconducono a sistemi totalitari di triste memoria".

La Fondazione e l’appello nel 2012 al governo Monti - Rita Levi Montalcini è stata inoltre sempre molto attiva in campagne di interesse sociale, per esempio contro le mine anti-uomo o per la responsabilità degli scienziati nei confronti della società. Notorio anche il suo impegno a favore dei giovani. Nel 1992 ha istituito, assieme alla sorella gemella Paola, la  Fondazione Levi Montalcini, in memoria del padre, rivolta alla formazione e all'educazione dei giovani, nonché al conferimento di  borse di studio a giovani studentesse africane a livello universitario, con l'obiettivo di creare una classe di giovani donne che svolgano un ruolo di leadership nella vita scientifica e sociale  del loro paese.
Sempre a favore dei giovani scienziati, nel marzo 2012 rivolge un appello al Governo Monti insieme al senatore Ignazio Marino (Pd), "affinché non cancelli il futuro di tanti giovani ricercatori, che coltivano la speranza di poter fare ricerca in Italia. Il decreto legge su semplificazioni cancella i principi di trasparenza e merito  alla base delle norme che dal 2006 hanno consentito di finanziare i  progetti di ricerca dei giovani scienziati under 40 attraverso il meccanismo della peer review, la valutazione tra pari".

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