Don Corsi a SkyTG24: "Nessun mea culpa, non ho sbagliato"

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Il parroco di San Terenzo di Lerici smentisce di voler lasciare l'abito talare per le polemiche sul volantino affisso in chiesa in cui giustificava la violenza sulle donne. "Non ho offeso nessuno". La Santa Sede: "Condanna inequivocabile"

"Nessun mea culpa, non ho sbagliato". Così Don Piero Corsi interviene a SkyTG24 smentendo le scuse per il volantino che era stato affisso sulla bacheca della chiesa di San Terenzo di Lerici il giorno della vigilia di Natale e poi rimosso il 26 dicembre, in cui si giustificava il femminicidio. Il parroco ha poi smentito anche di aver scritto una lettera aperta in cui annunciava di voler lasciare il sacerdozio. "Smentisco di voler lasciare l'abito talare e di aver inviato alcuna lettera alle agenzie di stampa (diffusa nella mattinata del 27 dicembre, ndr) nella quale comunicavo questa decisione. Quanto scritto nel comunicato che non ho inviato io è totalmente  inventato". Don Corsi si dice anche "dispiaciuto per le ingiurie ricevute in questi giorni" ma ribadisce  il "diritto di tutti a manifestare le proprie opinioni".
Poi, al telefono con l'inviato di SkyTG24 Tiziana Prezzo, ribadisce (VIDEO):  “Non ho offeso nessuno”. E torna sulle sue tesi : “Una donna che porta la minigonna perché lo fa? Perché ha caldo alle gambe?”. Perché è un indumento che piace, incalza la giornalista. “Senta siamo un po’ ipocritelli eh”. Infine, in un video registrato a cura della televisione diocesana, annuncia che prenderà "un periodo di riposo"
Intanto, arriva la condanna della Santa Sede. "C'è una violenza diffusa, che si abbatte, talora in maniera drammatica, sulle donne e non è possibile pensare minimamente che sia colpa delle donne stesse se tutto questo accade: è quindi inequivocabile la condanna delle affermazioni di questo parroco" afferma monsignor Vincenzo Paglia, presidente del Pontificio Consiglio per la Famiglia ai microfoni di Radio Vaticana. "Tutti
dobbiamo essere responsabili delle parole che diciamo. E le parole pesano".

La lettera smentita - "Con queste poche righe - si leggeva nella lettera diffusa nella mattinata del 27 dicembre e che si è poi rivelata un falso- dopo una notte insonne per il dolore e il rimorso per la giusta polemica causata dalla mia 'imprudente provocazione', nel rinnovare ancora più sentitamente le scuse non solo a tutte le donne colpite dal mio scritto ma anche a tutti coloro che si siano sentiti offesi dal mio operato o dalle mie parole, in primis il giornalista verso il quale, in un momento di ira, ho proferito quella ignobile parola (si tratta di un'intervista al Gr2 del 26 dicembre in cui il parroco ha offeso il cronista che chiedeva chiarimenti sul volantino, ndr. Qui il VIDEO), voglio comunicare che ho deciso di mettere da parte l'abito talare, del quale mi sento indegno, nella speranza che la riflessione e la penitenza mi consentano un giorno di riconquistare quella serenità che ho oggi innegabilmente smarrito".

Il sindaco di Lerici: "Il volantino ci indigna" - "Il volantino affisso da Don Corsi sulla bacheca della Chiesa, ci lascia sbigottiti e ci indigna profondamente". Così il sindaco di Lerici Marco Caluri interviene nella mattinata del 27 dicembre sulla vicenda di Don Corsi. "Le affermazioni riportate - si legge in una nota – sono estremamente gravi non solo perché giustificano atti violenti contro le donne, ma sono molto pericolosi perché ne inducono all'istigazione e ledono profondamente la dignità femminile, la parità di genere conquistata con fatica in ambito lavorativo, famigliare, politico, sociale e di tutto il vivere quotidiano". E aggiunge: “Come se non bastasse il polverone sollevato da questo delirante volantino, giunge in un momento estremamente critico e doloroso per la nostra comunità, scossa dal rapimento del giovane imprenditore Andrea Calevo”. Infine ricorda dei precedenti: “Poco tempo fa Don Piero appese sulla bacheca della chiesa, vignette contro la religione islamica, anche queste, interpretabili di forte istigazione all'odio e alla violenza”.

Il volantino delle polemiche - 'Le donne facciano autocritica: vanno in giro con abiti succinti, servono cibi freddi, abbandonano i bimbi e esasperano le tensioni. Gli uomini non sono impazziti, sono le donne che provocano''. Questo il testo del volantino,  estratto dalla lettera apostolica Mulieres dignitatem commentata dall'editorialista del sito Pontifex. che ha acceso aspre polemiche. Un volantino che, per Telefono Rosa, "istiga alla violenza sulle donne".

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