Volantino shock in chiesa: “Femminicidio? Colpa delle donne”

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E’ polemica per un manifesto affisso, e poi rimosso, dal parroco di Lerici (La Spezia) che accusa le donne di essere provocanti. “Vanno in giro con abiti succinti e servono cibi freddi”. Telefono Rosa: “Istiga alla violenza”. Poi arrivano le scuse

''Le donne facciano autocritica: vanno in giro con abiti succinti, servono cibi freddi, abbandonano i bimbi e esasperano le tensioni. Gli uomini non sono impazziti, sono le donne che provocano''. Questo in sintesi il testo del volantino affisso da don Piero Corsi nella chiesa di S.Terenzo a Lerici (La Spezia) il giorno della vigilia di Natale, che effettua ''l'analisi di ciò che i soliti tromboni chiamano femminicidio''. Un volantino, che è stato rimosso dalla bacheca il 26 dicembre, che ha subito scatenato dure reazioni e infiammato le polemiche. ''E’ un'offesa alla dignità delle donne e un'istigazione alla violenza'' denuncia Telefono Rosa. In difesa del parroco un articolo sul sito dei cattolici ultraconservatori Pontifex in cui si parla di "una crociata di pezzenti" contro il sacerdote.
Don Piero Corsi, che non è nuovo a gesti provocatori (nei mesi scorsi aveva appeso in bacheca delle caricature sui musulmani), ribadisce poi in un'intervista al Gr2 (AUDIO) che per una donna mostrarsi nuda è una forma di violenza. E insulta il giornalista: "Non so se è un fr.... anche lei o meno, cosa prova quando vede una donna nuda? Non è violenza da parte di una donna mostrarsi in quel modo?".
Poi, in serata, arrivano le scuse. "Voglio scusarmi con tutti per quella che voleva essere soltanto una imprudente 'provocazione'. In particolare mi voglio scusare con tutte quelle donne che si siano sentite offese in qualche modo dalle mie parole".

Il testo - Il documento è un estratto dalla lettera apostolica Mulieres dignitatem commentata dall'editorialista del sito Pontifex. Il volantino si intitola "Le donne e il femminicidio, facciano sana autocritica. Quante volte provocano?" e comincia con "l'analisi del fenomeno che i soliti tromboni di giornali e tv chiamano appunto femminicidio". "Una stampa fanatica e deviata attribuisce all'uomo che non accetterebbe la separazione questa spinta alla violenza", si legge nel volantino. Che prosegue: "Domandiamoci: Possibile che in un sol colpo gli uomini siano impazziti? Non lo crediamo. Il nodo sta nel fatto che le donne sempre più spesso provocano, cadono nell'arroganza, si credono autosufficienti e finiscono con esasperare le tensioni. Bambini abbandonati a loro stessi, case sporche, piatti in tavola freddi e da fast food, vestiti sudici. Dunque se una famiglia finisce a ramengo e si arriva al delitto (forma di violenza da condannare e punire con fermezza) spesso le responsabilità sono condivise". Il volantino esamina poi la questione della violenza sessuale: "Quante volte vediamo ragazze e signore mature circolare per strada con vestiti provocanti e succinti? Quanti tradimenti si consumano sui luoghi di lavoro, nelle palestre e nei cinema? Potrebbero farne a meno. Costoro provocano gli istinti peggiori e poi si arriva alla violenza o abuso sessuale (lo ribadiamo. roba da mascalzoni). Facciano un sano esame di coscienza: forse questo ce lo siamo cercate anche noi?".

Telefono Rosa: “Un volantino che istiga alla violenza” - "Non è solo un problema di forma o di dignità lesa - scrive Moscatelli - Noi di Telefono Rosa riteniamo che questo messaggio sia una vera e propria istigazione a un comportamento violento nei confronti delle donne perché si offre una inaudita motivazione ad atti criminali contro di esse. Chiediamo che sia lo stesso Presidente del Consiglio Mario Monti, che proprio nel suo discorso ha parlato della necessità di una nuova rappresentazione delle donne intervenga attraverso i ministri competenti. Ma la richiesta è diretta anche a Papa Benedetto XVI e al vescovo della Spezia. In Italia, che è il Paese con il maggior numero di femminicidi d'Europa e ha un altissimo numero di violenze consumate all'interno delle mura domestiche, un episodio come questo non è più tollerabile”.

Viale: “Non servono le crociate ma informazione” - “Non c'è nulla di più distante da me di quello che sostiene Don Piero Corsi, parroco della Chiesa di San Terenzo di Lerici (SP), ma per contrastare il femminicidio e la violenza sulle donne non servono crociate e roghi. Non serve la 'rimozione' della lettera, ma una buona e corretta informazione per rompere il luogo comune del nesso tra provocazione e violenza". Questo il commento di Silvio Viale, presidente di Radicali Italiani, noto per la battaglia sulla RU486 e schierato da sempre dalla parte delle donne, sulle reazioni suscitate dalle affermazioni di Don Corsi. "Non è la maggior libertà dei costumi – continua Viale - non sono le minigonne, gli abiti attillati, i bicipiti muscolati o i seni scoperti, che inducono alla violenza, quanto il moralismo bacchettone che, in buona sostanza, unisce le farneticazioni religiose del Don Piero, del rabbino o dell'imam, di turno con certe campagne di moda contro le pubblicità "offensive". E' necessaria una battaglia culturale che induca al rispetto anche della prostituta peggio svestita. Nel 2011 sono state 137 le donne ritenute uccise per motivi di genere. Nel 2012 il numero sarà analogo, forse di poco inferiore o superiore".

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