Truffa aggravata, arrestato consigliere regionale campano

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Massimo Ianniciello (Pdl) è accusato di aver percepito illecitamente un rimborso di circa 64mila euro esibendo fatture per operazioni inesistenti

Un'ordinanza di custodia cautelare agli arresti domiciliari è stata eseguita dalla Guardia di Finanza nei riguardi del consigliere regionale della Campania Massimo Ianniciello (Pdl) per truffa aggravata. Secondo l'accusa, avrebbe percepito illecitamente un rimborso di circa 64mila euro esibendo fatture per operazioni inesistenti.
Massimo Ianniciello è stato arrestato nell'ambito dell'inchiesta condotta dal pm di Napoli Giancarlo Novelli e coordinata dal Procuratore aggiunto Francesco Greco che riguarda l'uso dei fondi pubblici destinati ai gruppi politici del Consiglio regionale della Campania.
A Ianniciello è stato notificato anche un decreto di sequestro che riguarda la sua abitazione.

Fattura emessa da una società fantasma - Ianniciello avrebbe chiesto e ottenuto il rimborso di fatture emesse dalla società General Trade International, formalmente con sede a Bacoli (Napoli) e attiva nel settore del commercio di rottami. Gli investigatori hanno scoperto che si tratta di una società fantasma, il cui formale institore, un pluripregiudicato, ha dichiarato di avere ceduto ad altri i propri documenti in cambio di una modesta somma di denaro. Le fatture intestate a Ianniciello hanno come oggetto "produzione di pubblicazione informativa" e "realizzazione di pubblicazione periodica".

Indagato anche l'ex capogruppo Pdl - Nell'ambito delle indagini sulle presunte truffe commesse da consiglieri regionali per rimborsi alla loro attività  politica, risulta indagato Fulvio Martusciello (*vedi aggiornamento in fondo all'articolo, ndr), ex capogruppo Pdl in consiglio e ora consigliere delegato nella giunta campana. L'ipotesi di reato per lui è concorso in peculato con Massimo Ianniciello. Il coinvolgimento dell'esponente campano del Pdl, fratello di Antonio, tra i fondatori di Forza Italia e componente dell'Agcom, riguarderebbe il suo ruolo di capogruppo e sarebbe in relazione all'obbligo di controllo della regolarità dei rimborsi. In un altro filone dell'inchiesta sui conti della regione è poi indagato il commercialista Antonio Pazzona.

A settembre il blitz delle Fiamme Gialle - Lo scorso 21 settembre la Guardia di Finanza aveva effettuato un blitz al consiglio regionale della Campania. Le Fiamme gialle avevano acquisito atti riguardanti i fondi assegnati ai gruppi consiliari.
Già dal primo esame dei documenti sarebbe emerso che tra i rimborsi chiesti e ottenuti da alcuni consiglieri c'erano cene in ristorante e viaggi all'estero. I magistrati acquisirono anche un modulo prestampato con il quale i capigruppo chiedevano rimborsi senza dover dimostrare l'effettività delle spese sostenute.
Nelle ultime settimane diverse inchieste hanno preso di mira alcune regioni italiane. Su tutte quella del caso Fiorito e dei fondi Pdl, nel Lazio, che ha portato alle dimissioni della giunta Polverini, e le diverse indagini (17 in tutto) che hanno coinvolto consiglieri e assessori della Regione Lombardia. Inchieste sono scattate anche in Piemonte e in Emilia Romagna.

 

 

*“Con decreto del 18 luglio 2014 il GIP Roberto Lauria, su conforme richiesta del PM, ha disposto l’archiviazione della posizione di Fulvio Martusciello e di altri dodici indagati, ritenendo che gli stessi abbiano “adeguatamente giustificato gli importi a loro erogati”, in base alle relative norme di legge”

 

 

Data ultima modifica 01 aprile 2016 ore 11:15

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