Derivati: truffarono Comune di Milano, condannate 4 banche

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Inflitta a Deutsche Bank, Ubs, Jp Morgan e Depfa Bank una sanzione da un milione di euro ciascuno e la confisca, in totale, di 87 milioni di euro. Il pm Robledo: "Sentenza storica"

Il giudice di Milano Oscar Magi ha condannato a una pena pecuniaria quattro banche - Deutsche Bank, Ubs, Jp Morgan e Depfa Bank - per la presunta truffa sui derivati stipulati dal Comune di Milano nel 2005. Si conclude così uno dei primi processi a livello internazionale con al centro i derivati. Il tribunale ha condannato a una sanzione pecuniaria di un milione di euro ciascuno dei quattro istituti e a una confisca complessiva di circa 87 milioni di euro. Nel procedimento sono stati condannati anche nove funzionari dei 13 imputati, a pene comprese tra i sei mesi e gli otto mesi e 15 giorni. Per quattro degli imputati era stata la stessa procura a chiedere l'assoluzione.

In luglio il procuratore aggiunto di Milano Alfredo Robledo aveva chiesto la condanna delle quattro banche a 1 milione e mezzo di euro di multa ciascuna, il divieto di contrattare con la pubblica amministrazione per un anno e la confisca di una cifra complessiva superiore ai 72 milioni di euro.  La causa riguarda i contratti derivati stipulati da Palazzo Marino sulla propria obbligazione da 1,68 miliardi di euro con scadenza 2035, su cui la procura milanese ipotizzava il carico di costi occulti per circa 100 milioni a danno dell'amministrazione cittadina. 

Il giudice della IV Sezione Penale di Milano ha accolto in pieno l'impianto accusatorio del procuratore aggiunto Alfredo Robledo, riconoscendo la responsabilità dei quattro istituti di credito che erano imputati in base alla legge 231 del 2001 sulla responsabilità amministrativa degli enti. Secondo l'accusa, infatti, le quattro banche avrebbero "raggirato" l'amministrazione comunale milanese stipulando nel 2005 uno swap trentennale (sotto la giunta Albertini, contratti poi rinnovati sotto la giunta Moratti) e senza informare come dovuto il Comune di tutti i rischi dell'operazione. Anche una perizia, ordinata dal giudice nel corso del processo durato circa 2 anni e mezzo, aveva stabilito in sostanza che le banche avevano male informato l'amministrazione comunale, la quale, comunque, aveva avuto fretta di concludere l'operazione.
Il Comune di Milano che si era costituito parte civile, è poi uscito dal processo dopo un accordo di transazione con i quattro istituti di credito di circa 455 milioni di euro.

"E' una sentenza storica, perché è stato riconosciuto il principio fondamentale che ci deve essere trasparenza da parte delle banche nel contrattare con la pubblica amministrazione" ha affermato il procuratore aggiunto Robledo.

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