"Pendolaria", Legambiente dà i voti ai trasporti su rotaia

Un treno regionale fermo in stazione (Fotogramma)
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L'associazione ambientalista ha diffuso i dati del 2012 sulle difficili condizioni dei pendolari. Nel rapporto è stata inserita una classifica delle 10 peggiori tratte ferroviarie italiane ma anche alcuni esempi virtuosi

di Pietro Pruneddu

Ogni giorno in Italia sono 2 milioni e 903 mila le persone che prendono treni e ferrovie metropolitane per andare a lavorare o studiare (qui i dati Censis sul totale dei pendolari in Italia, ndr). Legambiente ha pubblicato un rapporto, ribattezzato “Pendolaria 2012”, nel quale analizza pregi e difetti del trasporto ferroviario. Dietro allo slogan “Fateci uscire dalla preistoria” ci sono numeri e storie degli italiani che viaggiano su rotaia per necessità. Il quadro delineato è sconfortante. Degrado, ritardi e disagi che coinvolgono quasi tre milioni di cittadini ma sembrano interessare poco alla politica nazionale, sempre più orientata verso i finanziamenti per strade e autostrade.

Promossi e bocciati – All’interno della ricerca è stata stilata una classifica delle 10 peggiori tratte per i pendolari italiani. La Circumvesuviana, storica rete ferroviaria campana, si aggiudica il poco ambito primato. Nonostante sia utilizzata quotidianamente da 105 mila viaggiatori, ha visto una riduzione del 40% delle corse nel 2012.  Segue a ruota la Roma-Viterbo, che paga il sovraffollamento e la vecchiaia dei vagoni. Pesanti disagi anche sulla Pinerolo-Torre Pellice dopo la soppressione definitiva di 12 tratte, sulla Padova-Venezia Mestre dove è impossibile trovare un posto nell’orario di punta e sulla Genova Voltri-Genova Nervi, lentissima e sovraffollata. La galleria degli orrori è completata dalla Palermo-Messina (sporcizia e ritardi), la Viareggio-Firenze (chiusura di 7 stazioni), la Stradella-Milano (riscaldamenti guasti), la Bologna-Ravenna (mancanza di coincidenze) e la Potenza-Salerno (lentezza e corse soppresse).

Nel rapporto di Legambiente è però presente anche qualche buona notizia. Nel “Pendolaria 2012” vengono citati diversi esempi positivi legati a realtà locali dove il servizio, negli anni, è stato migliorato e i passeggeri sono soddisfatti. È il caso del “Tram delle Valli”, la tramvia extraurbana di Bergamo. Tra i punti a favore c’è il riutilizzo in chiave moderna della vecchia infrastruttura degli anni ’60, il sistema intelligente di frenata, l’aumento in vettura dei posti dedicati alle bici. Fattori che hanno fatto crescere del 12,5% il numero di passeggeri convertiti dalla macchina al tram. Qualcosa di simile è accaduto in Puglia, nella tratta Foggia-Lucera, riattivata e modernizzata in modo da renderla veloce ed economica. A breve sarà completata anche la linea elettrica Ascoli-Porto d’Ascoli, con l’abbandono dei treni a gasolio e la conseguente diminuzione dell’inquinamento. Altre realtà positive segnalate da Legambiente sono le metro-tranvie di Firenze, Cagliari e Sassari, il MiniMetrò di Perugia, il progetto “Metroland” che collegherà Trento ai principali centri delle Dolomiti risparmiando sulle emissioni di CO2.

“Serve un cambio di rotta” – Edoardo Zanchini, vice presidente dell’associazione ambientalista, ha commentato la presentazione del report sui pendolari: “Serve un cambio di rotta per dare a 3 milioni di persone la possibilità di scegliere un treno pulito, puntuale e veloce. La campagna elettorale deve occuparsi di questo tema. Altro che tagli, per migliorare il servizio le regioni dovrebbero investire sul settore il 5% del proprio bilancio”. Il dirigente ha concluso citando gli esempi virtuosi: “Come dimostrano i casi positivi di Bergamo, Firenze e Foggia, ovunque si investa aumenta il numero dei pendolari soddisfatti”.

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