Liguria, rapito imprenditore edile a Lerici

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L'uomo sarebbe stato assalito da alcuni malviventi mentre rientrava nella villa dove vive con la madre. Costretto ad aprire la cassaforte è stato portato via sulla sua auto, poi ritrovata in un torrente. La procura di Genova: "Situazione delicatissima"

Un imprenditore edile spezzino, Andrea Calevo di 31 anni, è stato sequestrato da una banda di malviventi nella serata di domenica 16 dicembre a Lerici (La Spezia). La notizia è stata confermata nella giornata di lunedì da fonti investigative. Il sequestro sarebbe stato la conseguenza di una rapina in villa. Secondo quanto riferito l'imprenditore sarebbe stato assalito mentre rientrava a casa nella sera di domenica, verso le 22. Nella villa si trovava anche sua madre, una donna di 65 anni, e, di fronte a lei, i rapinatori, tre o quattro, lo avrebbero costretto ad aprire la cassaforte, nella quale si trovavano circa 3mila euro. A questo punto i malviventi avrebbero legato la donna, dicendole: "Tuo figlio ce lo portiamo con noi per sicurezza, ma non ti preoccupare, poi lo liberiamo". Secondo quanto riferito i criminali avrebbero parlato con un accento dell'Est Europa.

L'auto trovata in un torrente
- Saliti a bordo dell'Audi dell'imprenditore sarebbero fuggiti nella notte. Nella mattina di lunedì i carabinieri hanno ritrovato l'automobile semisommersa nel letto del torrente magra. Del rapito, però, nessuna traccia. Il cellulare del giovane sarebbe stato trovato a Monte Marcello, a una quarantina di chilometri dal luogo del rapimento.

Chi è il rapito - Il giovane è l'erede di un noto imprenditore edile spezzino deceduto.  Il padre Ernesto Calevo era titolare di diverse aziende edili a Romito Magra nello spezzino, a pochi chilometri di distanza dal luogo della rapina e del sequestro.

Il pm: "Situazione delicatissima"
- L'indagine, coordinata dal procuratore di Genova Michele Di Lecce e dal sostituto Federico Panichi, è svolta sul campo dai carabinieri del Ros. Di Lecce ha più volte sottolineato che la situazione è "delicatissima". Gli inquirenti, che hanno a lungo interrogato la madre della vittima, stanno indagando a 360 gradi, anche se l'ipotesi più accreditata è che si tratti di un sequestro a scopo estorsivo.

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