Corruzione medici Firenze: la sentenza demolisce l’inchiesta

1' di lettura

Il professor Torello Lotti è stato assolto dalle accuse più gravi, tra cui associazione per delinquere. Il gup lo ha condannato a due anni per peculato e istigazione alla corruzione. Dieci mesi alla segretaria. Prosciolti o assolti gli altri 25 imputati

E’ stato assolto dalle accuse più gravi ma è stato condannato dal gup di Firenze, con rito abbreviato, a due anni di reclusione, con sospensione condizionale della pena, per istigazione alla corruzione e peculato. Prosciolti in udienza preliminare o assolti altri 25 imputati. Sì è chiuso così in primo grado, lo scorso febbraio, il processo nei confronti, tra gli altri, del medico Torello Lotti, docente universitario ed ex presidente della Società italiana di dermatologia. Lotti era stato accusato di essere a capo di un gruppo di medici coinvolti in episodi di corruzione con referenti delle case farmaceutiche, ma in giudizio l’accusa di associazione a delinquere è caduta, così come quelle di falso e truffa: per questi reati il professore è stato assolto con formula piena (“perché il fatto non sussiste”).

Lotti è stato invece condannato per istigazione alla corruzione con l’accusa di “aver sollecitato“ nel 2009, a due case farmaceutiche, due versamenti da circa 100 mila euro. Il difensore, l’avvocato Federico Bagattini, ha sempre sostenuto in proposito che i contatti del suo assistito con le aziende riguardavano sponsorizzazioni “trasparenti, lecite, in favore dell’Università o per enti scientifici”. Condanna anche per alcuni episodi di peculato, legati a modeste somme di denaro in nero che Lotti avrebbe incassato nella sua attività “intra moenia”, con l’aiuto materiale della segretaria (per lei dieci mesi, pena sospesa). La sentenza ha così demolito quasi del tutto l'inchiesta del pm Sandro Cutrignelli e del Nas Carabinieri, nell’ambito della quale era stato invece ipotizzato un sistema corruttivo diffuso. Secondo l'accusa, il gruppo di medici prescriveva farmaci sulla base non tanto della loro efficacia quanto dei 'benefit' elargiti dalle ditte produttrici. Destinatari dei medicinali sarebbero stati gli 800 pazienti inseriti in Toscana nel programma Psocare, varato per la cura della psoriasi. Il giudice non ha riscontrato, dietro al “notevole e variegato flusso di denaro” emerso nella vicenda, alcuna attività illecita in forma organizzata.

Leggi tutto