L'Aquila, i pm: "4 condanne per la Casa dello studente"

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Per il crollo dell'edificio in cui morirono 8 ragazzi, la procura chiede l'assoluzione per 4 imputati e pene fino a 48 mesi per gli altri accusati. Tra le ipotesi di reato, omicidio colposo. "Pilastri progettati in modo carente"

Il crollo della Casa dello studente, dove il 6 aprile 2009 all'Aquila morirono otto universitari, non fu causato solo dal sisma, ma soprattutto da precise responsabilità umane.
Il pm Fabio Picuti, nella sua lunga requisitoria al processo su uno dei filoni simbolo della maxi-inchiesta sui crolli del terremoto, ha chiesto 4 anni per Bernardino Pace, Pietro Centofanti e Tancredi Rossicone, progettisti che curarono i lavori di restauro dell'edificio nel 2000, e 2 anni e 6 mesi per Pietro Sebastiani, funzionario tecnico dell'Azienda per il diritto agli studi (Adsu), che gestiva la struttura, per non aver controllato a sufficienza.

Le ipotesi di reato: omicidio colposo, lesioni colpose e crollo colposo. Il pm non ha concesso le attenuanti generiche ai tre tecnici per la gravità delle condotte omissive, nonostante siano tutti incensurati, mentre le ha proposte per Sebastiani che pure è stato duramente accusato perché sei giorni prima della scossa del 6 aprile, che all'Aquila e dintorni provocò 309 morti, rassicuro' gli studenti inducendoli a rientrare nella residenza universitaria, già abbandonata dopo una scossa di 4.1 alle 15.40, con la motivazione che era solida e sicura.

Non senza sorpresa, il pm ha chiesto l'assoluzione per gli altri quattro imputati che hanno scelto il rito abbreviato, e il non luogo a procedere per i due che sono in fase di udienza preliminare.
E' la prima volta che nei vari processi per il terremoto l'accusa propone provvedimenti di non condanna. All'udienza, a porte chiuse, hanno presenziato i famigliari delle vittime; alcuni, in lacrime lontano dai giornalisti, hanno manifestato disappunto per condanne ritenute troppo miti.
Per il pm, "le ragioni del crollo sono due: la scossa di terremoto e, causa principale, l'insufficiente resistenza dei pilastri alle forze orizzontali. Erano stati progettati in modo carente".
Picuti ha spesso citato la relazione di 1.300 pagine redatta da Maria Gabriella Mulas, docente del dipartimento di Ingegneria strutturale del Politecnico di Milano, incaricata dal giudice Giuseppe Grieco. Lo stabile, progettato nel 1965 come abitazione privata e magazzino per medicinali, poi venduto all'allora Opera universitaria, attuale Adsu, fu oggetto di varie ristrutturazioni. Il giudice Grieco ha fissato una nuova udienza per il 15 dicembre. La sentenza è attesa per gennaio 2013.

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