Taranto, ritrovato il corpo dell’operaio dell’Ilva disperso

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Francesco Zaccaria, 29 anni, stava lavorando su una gru quando la tromba d’aria si è abbattuta sullo stabilimento. Il suo cadavere era ancora nella cabina, spinta in mare dalla furia del vento. Atteso oggi, intanto, il varo del decreto salva-Ilva

Il corpo dell'operaio dell'Ilva disperso in seguito alla tromba d'aria che ha colpito lo stabilimento mercoledì scorso, è stato recuperato dai sommozzatori dei vigili del fuoco nelle prime ore di venerdì 30 novembre. Il corpo era all'interno della cabina della gru finita in mare. Francesco Zaccaria, 29 anni, nato a Taranto e residente nella frazione di Talsano, era scomparso nelle acque di mar Grande, all'altezza del quinto sporgente del porto industriale, nell'area demaniale concessa all'Ilva. La Procura della Repubblica di Taranto ha aperto un fascicolo di inchiesta per accertare eventuali responsabilità. Al momento non ci sono ipotesi di reato.

Ieri, giovedì 29 novembre, erano ritornati in funzione alcuni impianti del grande polo siderurgico che erano stati bloccati proprio in seguito alla tromba d’aria abbattutasi su Taranto.
E mentre la città e l’hinterland fanno i conti con le pesanti conseguenze del maltempo (a Statte è scattato anche l’allarme per l’amianto), la giornata di venerdì si annuncia decisiva per il futuro dell’Ilva. Si attende infatti che il Consiglio dei ministri esamini il decreto legge sul siderurgico a rischio chiusura dopo gli interventi della magistratura.
Proprio per questo alcuni operai dell'Ilva sono di nuovo in corteo a Genova (dove giovedì ci sono stati anche alcuni scontri) lungo del vie del ponente cittadino con i caterpillar e i mezzi meccanici.

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