Sallusti: "Rifiuto i domiciliari. Mi portino in carcere"

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Il direttore del Giornale, condannato a 14 mesi di reclusione per diffamazione, ha annunciato che si opporrà alla decisione del tribunale di scontare la pena nell'abitazione della compagna: "Mi mandino oggi carabinieri"

Alessandro Sallusti, direttore del Giornale, ha annunciato di voler rifiutare gli arresti domiciliari. Il giornalista deve scontare 14 mesi di reclusione cui è stato condannato per diffamazione e ha chiesto - in una conferenza stampa - che "venga applicata la pena che è stata irrogata. Se il rifiuto prefigura il reato di evasione, si intervenga perché non sia commesso".
Sallusti, in particolare, ha chiesto al procuratore capo di Milano, Bruti Liberati, di intervenire in tal senso ed evitare appunto il reato di evasione, qualora questo significhi nel caso si rifiutino gli arresti domiciliari. "Mi mandi oggi i carabinieri e mi portino in carcere".

Poco prima della conferenza stampa il giudice di sorveglianza di Milano Guido Brambilla aveva accolto l'istanza di detenzione domiciliare avanzata dal procuratore della Repubblica Edmondo Bruti Liberati per il direttore del Giornale.
Nell'istanza di Bruti accolta dal magistrato di sorveglianza, si sosteneva che la posizione di Sallusti potesse soddisfare i requisiti richiesti in quanto la pena che deve scontare è inferiore ai 18 mesi, non sussiste pericolo di fuga e il domicilio scelto, cioè la casa dove vive con la compagna nonché parlamentare del Pdl Daniela Santanchè, è idonea.




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