Scuola, cortei e proteste. Roma blindata ma nessuno scontro

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Petardi contro il ministero della Giustizia, ma tra gli studenti prevale l'ironia. Manifestazioni di antifascisti e Casapound senza incidenti. Iniziative pacifiche in tutta Italia. Il ministro Cancellieri: “Ha vinto la democrazia”

Studenti in piazza in tutta Italia per protestare contro i tagli alla scuola pubblica e chiedere che si torni a investire in questo settore. "Lottiamo per il nostro futuro" è l'appello dei giovani da nord a sud passando per la Capitale dove anche il discusso corteo di Casapound non ha causato problemi: ovunque i cortei si sono svolti in maniera pacifica e senza scontri, al massimo con il lancio di qualche petardo. Al fianco dei giovani anche tanti insegnati. Un po' ovunque slogan e striscioni contro il "governo lacrime e sangue" e la "privatizzazione" della scuola (la cronaca della giornata).
"Il bilancio è stato molto positivo, è andato tutto bene e oggi ha vinto la democrazia”, ha commentato il ministro dell'Interno Annamaria Cancellieri. “Oggi ha vinto la democrazia grazie all'impegno delle forze dell'ordine che sono state veramente straordinarie e ai manifestanti che hanno scelto la via giusta: quella delle legalità. Quindi possiamo essere contenti".

Roma blindata: fumogeni ma niente scontri, prevale l'ironia -
Giornata trascorsa senza problemi a Roma dove si temeva una replica degli scontri del 14 novembre. Momenti di tensione solo quando alcuni petardi e bottiglie sono stati lanciati contro il ministero della Giustizia. Non sono mancati anche slogan contro Israele ("Va distrutta", ha gridato qualcuno). Gli studenti di scuola e università hanno comunque sfilato pacificamente lungo un percorso lungo e improvvisato ma sempre via via concordato con la polizia, e a piazza di Torre Argentina si sono uniti al corteo dei Cobas. Le forze dell'ordine hanno lasciato fare, rimanendo impassibili anche di fronte a cori e insulti, ma comunque schierate nelle strade di accesso a Camera e Senato. I giovani d'altronde non hanno mai cercato lo scontro e hanno preferito scegliere la strada dell'ironia: "Semo venuti già menati", era scritto su un cartello. Anche il pomeriggio le manifestazioni contrapposte di Casapound (l'intervista al leader Gianluca Iannone), con slogan contro Monti, e antifascisti sono trascorse senza problemi.

Napoli, operai e studenti insieme -
A Napoli - dove sul Castel dell'Ovo è stato affisso uno striscione con lo slogan "Cultura contro austerità - gli operai della Fiom si sono schierati al fianco degli studenti. Tra loro anche Sebastiano, uno dei 19 lavoratori iscritti alla Fiom che dovranno essere assunti, su decisione della magistratura, nella fabbrica di Pomigliano. "Sono orgoglioso di essere al fianco di ragazzi che lottano per il diritto allo studio", ha detto. Nel capoluogo campano in piazza anche i centri sociali e dal corteo sono stati esplosi dei petardi (il servizio di SkyTG24).

Firenze, bloccata la stazione ferroviaria - Le azione dimostrative più "dure", a Firenze e Pisa. Nel capoluogo toscano, dove hanno sfilato in 2.500, un gruppo di circa 500 studenti è entrato nella stazione e una parte, circa 150, è scesa su un binario bloccando la partenza di un treno ad alta velocità. Il blocco è durato circa mezzora, sempre monitorato dalle forze dell'ordine. Non ci sono state particolare tensioni. Tre manifestanti sono stati denunciati. Su un treno gli studenti hanno affisso un cartello con la scritta: "Gli studenti hanno un difetto, sanno pensare". A Pisa, dove circa 250 studenti medi superiori hanno manifestato insieme ai Cobas, alcuni giovani sono entrati all'interno dei palazzi di Provincia e Comune e hanno appeso striscioni di protesta. Poi, tornati in piazza, hanno bruciato una bandiera del Pd, partito di maggioranza relativa in città. La Questura ha fatto sapere che la manifestazione non era autorizzata e i promotori del corteo saranno denunciati.

Palermo, in piazza con una bara di cartone -
Circa 10mila i partecipanti al corteo delle scuole di Catania. Migliaia i manifestanti anche a Palermo: tra la folla è spuntata anche una bara di cartone, simbolo della "morte della scuola pubblica". Il serpentone ha attraversato la città: al passaggio del corteo, gli studenti dell'istituto nautico, barricati da una settimana nella scuola occupata, hanno cantato l'Inno di Mameli e sventolato un tricolore.

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