Diffamazione, i giornalisti rinviano lo sciopero

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Il presidente del Senato Schifani aveva chiesto di rinviare la protesta all'esito del voto finale sul ddl Sallusti. Appello accolto dalla Fnsi, che intende comunque mettere in campo iniziative di protesta

"Lunedì non ci sarà lo sciopero contro il ricatto della nuova legge sulla diffamazione". A scriverlo, sul suo profilo Facebook Enzo Iacopino, presidente dell'Ordine nazionale del giornalisti. "Una lettera impegno del presidente Renato Schifani e un invito della Fieg - continua - sono stati considerati elementi utili per una sospensione. Schifani ha aiutato Odg e Fnsi nella tormentata vicenda della legge sull'equo compenso. Il suo intervento meritava considerazione."

L'appello di Schifani - In precedenza infatti il presidente del Senato aveva auspicato "che questa iniziativa (lo sciopero, ndr) possa essere differita all'esito del voto finale dell'Aula. Voto che avrà luogo entro la giornata di lunedì". "L'eventuale rinvio della protesta - aveva precisato Schifani- potrà consentire alle organizzazioni sindacali una valutazione complessiva del testo esitato dal Senato, destinato, tra  l'altro, a successiva valutazione da parte della Camera dei  deputati."

La rispota della Fnsi - E in una nota la Federazione Nazionale della Stampa ha accolto l'invito della seconda carica dello stato, scrivendo: "Rispettosi della vita istituzionale del Paese, per gli stessi principi di adesione al dettato della Costituzione messi a rischio da proposte di legge devastanti, che ci costringono alla più forte protesta perche' aggrediscono il diritto dei cittadini alla verita' dei fatti di interesse pubblico e all'autonomia dell'informazione, accogliamo l'appello alla riflessione che arriva dalla seconda carica dello Stato", Da sabato, fa sapere l'Fnsi, saranno considerate e comunicate le modalita' esecutive di tutte le iniziative di protesta in campo sempre a partire da lunedì prossimo "per un allarme democratico alto".

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