Ragazzo suicida, la madre: "Lo hanno crocifisso"

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Si sono tenuti a Roma i funerali del 15enne che si è impiccato martedì 20 novembre. Dietro al suo gesto, forse un caso di omofobia, ma restano ancora molti punti da chiarire. La procura apre un fascicolo

Una piccola bara marrone che passa attraverso due striscioni che recitano 'Il silenzio è il nostro dolore' e 'We'll never find someone like you'. Si sono svolti nella basilica di San Lorenzo fuori Le Mura i funerali del ragazzo di 15 anni che si è suicidato martedì scorso a Roma. In chiesa parenti, amici e compagni e suoi coetanei sono arrivati per portare l'ultimo saluto al ragazzo scomparso. Uno degli striscioni appeso alla cancellata di ingresso della basilica, quello in inglese, è firmato da alcuni amici del 15enne.

Molti punti da chiarire
- Sui motivi che hanno portato il 15enne al suicidio, però, restano ancora molti aspetti da chiarire. La procura di Roma ha aperto un fascicolo, ipotizzando il reato di istigazione al suicidio. Nei primi istanti si era parlato di un caso di omofobia. Il ragazzo amava infatti vestirsi in modo sgargiante e anticonformista, motivo per il quale, si era ipotizzato in un primo momento, era stato vittima di prese in giro omofobe. Anche attraverso la creazione di un gruppo su Facebook per schernirlo.

La madre: "Lo hanno crocifisso" - Ma che in questa storia ci siano ancora lati oscuri da chiarire e responsabilità da trovare lo ricorda il grido di dolore della madre alla fine del funerale.  "Lo hanno crocifisso come Gesù - dice con la voce rotta dal pianto - ora voglio giustizia. Ora la mia forza sono gli amici veri, quelli che lo hanno diffamato li voglio fuori"

Concia: "Il ragazzo era ben inserito"
- Tra le prime a interessarsi alla vicenda la deputata del Pd Anna Paola Concia, da sempre in prima fila per la difesa dei diritti Lgbt, che ha voluto incontrare mercoledì i compagni di classe del ragazzo. "Era sicuramente un ragazzo originale, di certo in cerca della sua identità, come molti a 15 anni, ma di sicuro questa sua diversità era ben inserita nel contesto della classe" ha detto Concia dopo aver incontrato gli amici del ragazzo. E riguardo alla pagina su Facebook, sembrerebbe "costruita insieme a lui".

La lettera degli insegnanti - E anche gli insegnanti, insieme ad alcuni amici del giovane, in una lettera aperta scrivono che "era un ragazzo molto più complesso e sfaccettato del profilo che ne viene dipinto: era ironico e autoironico, quindi capace di dare le giuste dimensioni anche alle prese in giro alle quali lo esponeva il suo carattere estroso e originale (e anche il suo gusto per il paradosso e il travestimento, che nelle ricostruzioni giornalistiche è stato confuso con una inesistente omosessualità)". E aggiungono: "All'irreparabile dolore per la sua morte tragica, si unisce un ulteriore motivo di sofferenza, legato al modo in cui la tragedia viene ricostruita, stravolgendo l'immagine di A". "Probabilmente nascondeva dietro un'immagine allegra e scanzonata una sofferenza complicata e un profondo e non banale male di vivere"


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