Scontri Roma, i carabinieri: lacrimogeni partiti da terra

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Secondo la relazione degli esperti dell'Arma, il fumogeno ripreso dal video di Repubblica sarebbe partito dalle forze di Polizia e si sarebbe frantumato su un cornicione, dando origine a più scie

Il lacrimogeno sparato in via Arenula a Roma durante la manifestazione del 14 novembre, che secondo quanto si vede in un video diffuso da Repubblica.it sembrerebbe essere partito dalle finestre del ministero della Giustizia, sarebbe in realtà stato sparato dall’esterno per poi rimbalzare sulla facciata del dicastero della Giustizia. A confermare la versione fornita già ieri 16 novembre dal questore di Roma Della Rocca, la relazione che i Carabinieri del Raggruppamento Investigazioni Scientifiche (Racis) hanno consegnato al Guardasigilli Paola Severino e alla Procura di Roma, che stanno indagando su quanto accaduto.

"La gittata degli artifizi è dell'ordine di 100-150 metri, coincidente con il posizionamento  delle Forze di polizia all'altezza di Ponte Garibaldi, come osservabile dal video acquisito", si legge nella relazione. "E' di tutta evidenza – continuano i carabinieri - che la traiettoria ondeggiante può essere prodotta solo in fase di ricaduta e non in fase ascendente". Il video esaminato dai Cc del Racis, si legge ancora nella relazione firmata dal generale Enrico Cataldi, "riproduce un impatto su cornice superiore della quarta finestra (a partire dallo spigolo sinistro) sita al quarto piano del ministero, di un solo artifizio lacrimogeno, poi fratturatosi in 3 parti". Il fermo immagine, si rileva nel documento, anche se tratto da un video disponibile sul web e non dal girato originale, supporta la medesima tesi: "Gli artifizi in parola si compongono di 4 dischi contenenti materiale lacrimogeno che si sprigiona durante la traiettoria o all'impatto contro superfici producendo effetto fumogeno".

I militari, nella loro relazione, parlano di un "ridotto margine di approssimazione" per le loro verifiche. Tra i reperti esaminati, la porzione di capsula di un lacrimogeno modello Folarm 4mm scomponibile, trovata nel cortile interno del dicastero di via Arenula assieme a un disco in origine unito alla capsula, e due parti di analoghi lacrimogeni con un disco, rinvenute su via delle Zoccolette.

La relazione conferma dunque la versione data ieri 16 novembre dal Questore di Roma, ma continua l'inchiesta interna immediatamente avviata dal Guardasigilli Paola Severino e per avere totale chiarezza sull'accaduto, si lavora per visionare i filmati registrati mercoledì scorso dalle telecamere posizionate presso i vari ingressi del dicastero.

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