Maltempo, emergenza in Toscana. Crolla un ponte: 3 vittime

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Si aggrava il bilancio nella provincia di Grosseto: tre dipendenti dell’Enel sono morti nella loro auto travolta dalle macerie. Centinaia di sfollati, strade e case distrutte. E la Protezione civile dirama una nuova allerta. GUARDA LE PREVISIONI

Si aggrava il bilancio delle vittime a causa del maltempo (LE FOTO) e dell'esondazione di fiumi in Toscana (I VIDEO): altre tre persone sono morte martedì 13 novembre. Erano dipendenti dell'Enel che si trovavano a bordo di una vettura di servizio coinvolta nel cedimento di un ponte sul fiume Albegna, a Marsiliana, in provincia di Grosseto. La vettura è finita sott'acqua e per i tre non c'è stato nulla da fare. I morti nel grossetano salgono così a quattro, dopo il 73enne deceduto lunedì 12 novembre a Capalbio, travolto da fango e detriti dell'Albegna in piena.
Tutta la provincia di Grosseto è sconvolta. Oltre ai quattro morti, all'ospedale di Orbetello è ancora ricoverata in rianimazione la 73enne salvata dai vigili del fuoco a Orbetello lunedì mattina. Tutta la zona dovrà fare i conti con i danni. Martedì 13 novembre il maltempo che ha concesso una lunga tregua, ma per mercoledì c'è una nuova allerta (LE PREVISIONI).

I danni e gli sfollati
- Ad Albinia, nel comune di Orbetello, l'acqua è ancora alta nelle strade più vicine alla statale Aurelia, dove sono evidenti i segni della devastazione delle acque. Accompagnati dalla protezione civile, dai carabinieri, dai vigili del fuoco e anche dalla guardia costiera, sui gommoni chi ha dovuto lasciare la casa, viene accompagnato a recuperare un po' di cose personali. La maggioranza ha trovato ospitalità da amici e parenti. Solo 200 di loro sono nei centri di accoglienza allestiti a Porto Santo Stefano, Orbetello e Grosseto.
L'Aurelia è ancora interrotta e ad Albinia arrivano solo i mezzi di soccorso. Per far defluire l'acqua è stata aperta una “fibbia” che controlla l'acqua della laguna di Orbetello. Gli itticoltori hanno dovuto liberare i pesci dei loro allevamenti che si sono riversati in mare. Ci sarà tempo per pensare anche ai danni economici che, spiega il presidente della Provincia Leonardo Marras, sono "veramente ingenti". Ci sono industrie agroalimentari distrutte, un allevamento ha visto sparire nel fango 200 pecore. Molti, grazie all'allarme dato dai comuni, erano riusciti nella giornata di domenica a portare in salvo i propri animali.

Il presidente Rossi chiede aiuti - E' una Toscana che, come ha detto il presidente Enrico Rossi, questa volta non può farcela da sola. Oltre al Grossetano c'è da pensare alla zona a nord, alla provincia di Massa Carrara, dove il maltempo era arrivato nella notte tra sabato e domenica. E anche qui i danni sono ancora visibili. Rossi chiede al Governo 50 milioni l'anno per 10 anni - "solo così si potrà pensare a mettere in sicurezza il sistema idrogeologico e quello idraulico della regione" - e poteri straordinari per l'emergenze. "Non ci accontenteremo di 'spot"' dice lasciando Grosseto.

Senza acqua potabile
- Intanto ad Albinia, mentre i volontari stanno allestendo un campo per dare assistenza alla popolazione, c'è chi non si arrende e anche con una solidarietà che dimostra la voglia di ricominciare, alle 15 sforna il pane. Qui l'acqua è tornata in quasi tutte le case, ma non è potabile e l'acquedotto del Fiora, continua a portare all'ingresso della chiesa del Paese sacchetti di acqua che poi vengono distribuiti o portati con i mezzi anfibi a chi, pur ancora con l'acqua al portone dei palazzi, ha scelto di restare nelle proprie case, magari ospitando quanti vivevano al piano terra.

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