Scuola, contro i tagli in piazza studenti e insegnanti

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Manifestazione a Roma di fronte al Ministero della Pubblica Istruzione. Da Torino il ministro Profumo però rassicura che non ci sarà l'aumento dell'orario in classe a 24 ore. A Napoli intanto protesta delle madri per la mancanza del servizio mensa

Tornano in piazza gli studenti e gli insegnanti e lo fanno per protestare contro i tagli previsti per la scuola. Sono almeno 30mila, secondo gli organizzatori, i partecipanti al corteo degli studenti dei licei romani contro quella che considerano la privatizzazione della scuola pubblica, organizzato dall'Unione sindacale di base (Usb) e dal coordinamento degli istituti romani. 'Studenti, docenti ne' servi ne' clienti. Dignita' e futuro per la scuola' lo striscione in testa alla manifestazione, che è partita da piazza dell'Esquilino e avrebbe dovuto concludersi a piazza Santi Apostoli. Ma strada facendo gli organizzatori hanno ottenuto di poter raggiungere il ministero della Pubblica istruzione a Trastevere, dove si sono sentiti cori di 'dimissioni' rivolti al ministro Francesco Profumo. Tra gli slogan, quelli per una scuola 'uguale per tutti', 'più statale e più liberà.

Profumo: "Non ci sarà aumento a 24 ore" - Al centro della protesta il ddl 935 (ex Aprea) e soprattutto l'annunciato innalzamento a 24 delle ore che gli insegnanti dovrebbero dedicare al lavoro in classe. Una decisione però, sulla quale il ministro Profumo era già tornato indietro, assicurando che nella legge di stabilità non ci sarà nessun aumento in tal senso. "Non faremo l'intervento nella legge di stabilità - ha assicurato nuovamente il ministro da Torino - però si è aperta la discussione su questo tema e insieme alle componenti della scuola, le parti sociali e i partiti avvieremo un ragionamento di come dovrà essere la figura dell'insegnante del futuro". Parole ribadite in serata anche dalle parole del sottosegretario all'Economia Gianfranco Polillo: "Profumo ci ha presentato una copertura di tagli a carico del suo ministero che potrebbe scongiurare l'aumento delle ore dei docenti. Stiamo verificando le cifre ma già da domani (domenica ndr) siamo in grado di approvare l'emendamento che scongiura l'aumento delle ore degli insegnanti su cui poi si dovrà tornare con più calma".

La protesta dei sindacati
- Certamente la preoccupazione nel mondo della scuola è tanta. "E' come il gioco dell'oca, in realtà si gira in tondo. Da mesi era noto al ministro Profumo e al Governo - fa notare il segretario generale della Uil scuola, Massimo Di Menna - che nella spending review era prevista una riduzione di 180 milioni di euro nel bilancio dell'istruzione. Avrebbero dovuto già da allora trovare la soluzione anziché rendersi responsabili della attuale protesta degli insegnanti per l'offesa portata alla scuola".

A Napoli scendono in piazza le madri - Ma si protesta anche a Napoli. Nel capoluogo campano a scendere in piazza sono le madri degli alunni delle elementari (GUARDA IL VIDEO). Alcune centinaia di mamme, insieme con i loro bambini, hanno protestato in piazza Trieste e Trento, a Napoli, per il mancato inizio della refezione scolastica. La questione dell mense scolastiche tiene banco a Napoli da alcune settimane. Centinaia di genitori sono in difficoltà. I bambini, non mangiano più a scuola, soprattutto quelli degli asili nido e della materna; escono nella maggiore parte dei casi alle ore 12 e non più alle 15, costringendo le mamme che lavorano ad assentarsi o a lavorare di meno per seguire i figli. Nei giorni scorsi alcune mamme hanno organizzato proteste contro il Comune e contro l'assessore all'educazione, Annamaria Palmieri, arrivando a chiederne le dimissioni. Tuttavia sembra che la situazione si stia sbloccando e a confermarlo e' il sindaco Luigi De Magistris.

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