Fondi editoria, Lavitola patteggia 3 anni e 8 mesi

Valter Lavitola (foto d'archivio)
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L'accusa nei confronti del faccendiere ed ex direttore del quotidiano L'Avanti!, avanzata dai pm Woodcock e Piscitelli, era di truffa e bancarotta

Valter Lavitola, l'ex direttore del quotidiano L'Avanti!, ha patteggiato la pena davanti al gup di Napoli Francesco Cananzi. Il magistrato gli ha inflitto una pena di tre anni e otto mesi di reclusione per la vicenda dei fondi dell'editoria al quotidiano del quale era direttore. L'accusa nei confronti dell'ex direttore, avanzata dai pm Woodcock e Piscitelli, era di truffa e bancarotta.

L'inchiesta - La Procura di Napoli ha investigato sui finanziamenti al quotidiano L’Avanti, portando alla luce una serie di fatture false per le quali era indagato anche il senatore del Pdl senatore De Gregorio. Lavitola e De Gregorio - la cui richiesta di arresto è stata respinta dal Senato - erano accusati dalla procura di Napoli di aver indebitamente percepito contributi per circa 23 milioni di euro attraverso la 'International Press', società editrice de L'Avanti.
Il 18 aprile scorso, i finanzieri hanno sequestrato preventivamente 2 milioni e mezzo di euro di contributi presso il Dipartimento per l'Editoria della Presidenza del Consiglio. Si trattava di soldi non ancora erogati e relativi al 2010, destinati alla 'International press', società editrice del L'Avanti! L'11 luglio, invece, sempre gli uomini della Gdf hanno sequestrato beni del valore di 9 milioni di euro, tra immobili e partecipazioni societarie.
Lavitola è al centro di un'inchiesta anche a Roma, dove insieme all'imprenditore barese Giampaolo Tarantini e ad altre tre persone è accusato di estorsione ai danni di Silvio Berlusconi.

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