America 2012, l’ambasciatore Thorne: “Usa torneranno uniti”

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Il diplomatico statunitense, dalla festa organizzata a Roma per seguire i risultati del voto, parla della campagna elettorale (“dai costi eccessivi”) e del dopo elezioni. Presenti al party anche vip e politici italiani

L’America, comunque vada, passata la tempesta della campagna elettorale tornerà unita e saprà superare le differenze in nome della democrazia, il cui obiettivo “non è arrivare al governo, ma governare nell’interesse del popolo sovrano”. A dirlo è stato l’ambasciatore degli Usa in Italia, David Thorne, durante l’Election night organizzata all’Hotel Westin Excelsior di Roma, in via Veneto, a due passi dalla sede diplomatica statunitense nella capitale. Thorne ha usato parole non certo morbide per una campagna elettorale “dai costi davvero eccessivi (6 miliardi di dollari stimati)” e dai “toni molti duri” usati dai due candidati e dai loro staff. “Spero che troveremo il modo per controllare la spesa e tornare a pensare meno ai soldi e più alle idee”, ha sottolineato il diplomatico, individuando nell’early voting e nel ruolo dei social media gli altri due binari della campagna appena conclusasi. “La comunicazione interattiva è stata usata da entrambi i candidati per farsi conoscere, raccogliere fondi e convincere i cittadini e recarsi alle urne. Ho sentito che l’affluenza è al 62%, è un dato molto alto”, ha spiegato Thorne, osservando come anche in Italia i social media potranno avere “un ruolo fondamentale nella stagione elettorale che sta per iniziare”.

Ad ascoltare Thorne, tra foto dei candidati e poster illustrativi del sistema di voto Usa, c'erano molti invitati. Tra gli altri, figure istituzionali come il ministro dello Sviluppo Economico Corrado Passera, i sottosegretari alla presidenza del Consiglio Antonio Catricalà, agli Esteri Marta Dassù, allo Sviluppo Economico Claudio De Vincenti e al Lavoro Michel Martone, il segretario generale della Farnesina Michele Valensise. Poi c’erano figure del mondo politico ed economico: dal capogruppo del Pdl alla Camera Fabrizio Cicchitto a Gianni Letta, dai parlamentari Pd Furio Colombo e Ignazio Marino al presidente di Finmeccanica Giuseppe Orsi.
Nessuno, tra gli invitati, si è lanciato in un chiaro endorsement per Obama o Romney. “Non mi sbilancio, ma dentro di me ho una chiara speranza”, si è limitato a dire Passera, mentre Martone si è detto sicuro che “l’America darà una grande prova di democrazia”, osservando come per l’Italia “sia importante avere un’America che abbia una visione chiara e globale dei problemi e non un’America che si chiuda in se stessa”. Alle sue parole hanno fatto eco quelle di Thorne: “Sono sicuro che chiunque vinca le elezioni, i rapporti tra Italia e Usa saranno ancora e sempre buoni. Questo è un momento importante, non solo per la democrazia americana, ma anche per l’Europa, in quanto insieme dovremo trovare le migliori soluzioni per superare la crisi e tornare a crescere”.

La seconda parte dell'intervento di David Thorne

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