Lodi, il carabiniere ucciso stava controllando due veicoli

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L'appuntato ucciso sabato stava verificando alcune automobili. In passato però era stato nella scorta del consigliere regionale Guido Cavalli, minacciato dalla criminalità organizzata. Gli inquirenti sono in attesa dei risultati dell'esame sul suo palmare

La chiave di volta dell'omicidio di Giovanni Sali, l'appuntato ucciso sabato durante un normale servizio come carabiniere di quartiere, a Lodi, potrebbe trovarsi addosso a lui. Gli investigatori dell'Arma che indagano sul caso, infatti, attendono con ansia le risultanze dell'autopsia, che si svolgerà lunedì a Pavia e l'analisi del palmare che aveva con sé. Sul suo corpo, infatti, o sulla sua divisa, un frammento o un'impronta potrebbero aver lasciato la firma genetica dell'assassino, mentre sul bloc notes elettronico, in dotazione ai carabinieri di quartiere, potrebbe esserci annotato qualcosa di fondamentale per le indagini.

Era stato nella scorta di Giulio Cavalli - Giovanni Sali è morto nei pressi della chiesa della Maddalena, non lontano dal centrale Corso Adda, un quartiere vecchio, pieno di vicoli, senza particolari episodi di criminalità ma infiltrato da tempo da un substrato criminale. Come ha spiegato Giulio Cavalli, consigliere regionale di Sel e icona antimafia per le sue denunce nei confronti degli affari della criminalità organizzata al Nord. L'abitazione di Cavalli, dove peraltro vivono ancora i suoi parenti, si trova a pochi metri da dove è stato ucciso l'appuntato. Una coincidenza davvero sospetta, soprattutto considerando che Sali faceva parte della scorta proprio di Cavalli, anche se come sostituto e quindi saltuariamente. "Lo aveva fatto fino a poche settimane fa - racconta Cavalli -. Un uomo serio, poche chiacchiere, un professionista". "Io sono andato via da Lodi proprio dopo aver denunciato una serie di affari poco puliti riferiti a un boss calabrese in città - ha aggiunto Cavalli - e il quartiere Maddalena ha molti residenti di origine calabrese tra i quali anche vari pregiudicati".

Due le piste seguite
- Di certo l'appuntato scelto aveva fiutato qualcosa e stava compiendo delle verifiche, quando è stato aggredito. Da chi non si sa, al momento. A poche ore dall'omicidio, che ha scioccato tutta Lodi, le indagini, coordinate dalla Procura della Repubblica della città, ufficialmente si muovono a 360 gradi, ma pare si stiano concentrando principalmente su due piste: quella del balordo sorpreso dal carabiniere e quella della vita privata (anche se al momento non sarebbero emerse ombre nella vita dell'uomo, ben voluto da tutti). Sali si era separato anni fa dalla moglie, che risiede con i due figli di 21 e 15 anni in un paese dell'hinterland lodigiano e viveva con una nuova compagna, ma conduceva una vita tranquilla. E a suffragare l'ipotesi della reazione di un balordo sorpreso dal militare è stata oggi una frase del Comandante generale dell'Arma, Leonardo Gallitelli, che ha definito Sali "morto facendo il suo dovere" durante una breve visita sul luogo dell'omicidio, sul quale il generale si è recato dopo aver portato le condoglianze alla famiglia.

Stava controllando due veicoli - Immediatamente prima della morte l'appuntato aveva controllato due mezzi sospetti: due auto, o forse due scooter, fermi nella via dove è stato trovato ucciso. Ed era entrato nella corte interna di una palazzina per ispezionare qualcosa. Addosso al suo corpo, però, non sono stati trovati segni di violenza, a parte le ferite mortali dei proiettili sparati dalla sua stessa pistola, due, al petto (oltre a un terzo che si è conficcato nel muro). Segno che probabilmente è stato sorpreso e disarmato e che durante la colluttazione sono stati esplosi i colpi che lo hanno ucciso.

Si analizzano i video di sicurezza - I militari di Lodi e del Comando provinciale di Milano, questi ultimi giunti in aiuto ai colleghi soprattutto per i rilievi scientifici, hanno eseguito verifiche sui due mezzi segnalati, che però sono risultati "negativi", cioè non rubati, né sospetti. Ma non è detto che la circostanza dei mezzi e l'aggressione siano direttamente collegate. L'assassino potrebbe infatti essersi trovato lì anche per caso mentre il militare iniziava i suoi controlli. Accertamenti balistici sull'arma sono eseguiti dal Ris, mentre si stanno acquisendo filmati delle telecamere di sicurezza presenti nella zona da cui potrebbero emergere elementi d'aiuto alle indagini.


Molti fiori sul luogo del delitto - Intanto, è polemica sull'appuntato che svolgeva il servizio da solo. Il servizio di carabiniere di quartiere deve essere assicurato da almeno due militari, per garantire la massima tutela, così come avviene per i poliziotti, ricorda il sito grnet.it, citando un sollecito in questo senso fatto nel 2010 dal Cocer dell'Arma al Comando generale. Sul luogo dell'omicidio, nei pressi della chiesa della Maddalena, sono stati deposti dai cittadini fiori bianchi, e qualche biglietto commosso. In tanti conoscevano l'appuntato, e gli volevano bene non solo come carabiniere ma come "un amico di tutti". Poco prima di arrivare in vicolo del Tempio, Sali aveva bevuto un caffe' da un commerciante. Il capo dello Stato Giorgio Napolitano ha inviato un messaggio di cordoglio al generale Gallitelli, esprimendo  "commossa vicinanza" ai familiari della vittima. Messaggi analoghi sono state inviati dai presidenti di Senato e Camera, Renato Schifani e Gianfranco Fini. Quest'ultimo ha auspicato  che "i responsabili siano al piu' presto assicurati alla giustizia".

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