Immigrazione, naufragio davanti alla Libia: 11 vittime

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Affonda un gommone diretto verso le coste siciliane. Soccorsi 70 migranti, accolti a Lampedusa. Il ministro degli Esteri Giulio Terzi ha ribadito la "necessità di rafforzare la collaborazione tra tutti i paesi coinvolti"

Undici morti e 70 persone salvate. E' il bilancio del naufragio avvenuto sabato 3 novembre a 35 miglia dalla costa della Libia di un gommone diretto in Italia. A causare l'affondamento sarebbe stato un cedimento strutturale del gommone, le cui traverse laterali hanno progressivamente perduto aria, fin quasi a determinare l'inabissamento della piccola imbarcazione, lunga meno di 10 metri. I soccorsi, iniziati sabato, si sono conclusi nel pomeriggio di domenica 4 novembre. La Guardia Costiera è infatti riuscita a mettere in salvo 70 superstiti e a trasportarli a Lampedusa. Ad accogliere i naufragi e le salme nel porto anche il neo-governatore della Sicilia, Rosario Crocetta.

Crocetta: "Sollecitare il dialogo con i Paesi coinvolti" - "E stato un confronto con il dolore di un intero popolo, quello somalo, costretto a fuggire da una dittatura terribile e dalla miseria" dice Crocetta. "Le immagini provocheranno gli stessi stereotipi di sempre nei confronti di Lampedusa - aggiunge - occorre rassicurare tutti che Lampedusa è un'isola perfettamente vivibile, che sa gestire queste emergenze. Ci sono stati immediati ed efficaci soccorsi da parte della protezione civile, forze armate, carabinieri e polizia, con un livello di accoglienza notevole". Crocetta continua: "C'è il dramma dell'Africa a cui l'Europa deve dare una risposta e c'è il dramma di Lampedusa che per tutta l'Europa subisce le problematiche collegate all'immigrazione clandestina". "Bisogna sollecitare il governo affinché si possa avviare un dialogo con i Paesi coinvolti - conclude - per assicurare una gestione civile e umanitaria dei flussi migratori ma, al contempo dobbiamo pensare a un progetto per il rilancio dell'economia di Lampedusa".

Ministro Terzi: "Profondamente addolorato" - Il ministro degli esteri, Giulio Terzi, si è detto "profondamente addolorato per l'ennesima tragedia" di immigrati naufragati mentre tentavano un viaggio della speranza verso le coste siciliane ed ha espresso il suo cordoglio per le vittime del naufragio, che conferma "l'assoluta necessità di rafforzare la collaborazione tra tutti i paesi coinvolti". "Solo il coraggio e le generosità dei nostri militari ha evitato che il bilancio fosse ancora piuù tragico", ha sottolineato. Anche il ministro per la Cooperazione, Andrea Riccardi, ha elogiato "il pronto e generoso intervento della guardia costiera e della Marina Militare italiana che ha contenuto sensibilmente il numero delle vittime di questa ennesima tragedia dell'immigrazione". Bisogna però, ha aggiunto, "cooperare ancor di più con i Paesi del Mediterraneo per evitare queste stragi. Ma  va anche  superata la logica dell'emergenza continua. L'immigrazione Š un fenomeno costitutivo dei nostri tempi che va affrontato e governato con saggezza e lungimiranza".

8 mila migranti nel 2012 - L'ultimo naufragio di extracomunitari che volevano raggiungere l'Italia dalle coste nordafricane, accertato e con vittime, è avvenuto lo scorso settembre a largo dell'isolotto di Lampione vicino Lampedusa. Secondo il racconto dei 56 superstiti erano state decine le vittime, ma i cadaveri recuperati sono stati sei.
Quest'anno sono arrivati in Italia circa ottomila migranti, mentre lo scorso anno, nello stesso periodo, gli arrivi erano stati quasi 60mila anche a causa della fuga di dai paesi nordafricani in cui erano divampate le guerre civili contro i dittatori.

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