Roma, emergenza rifiuti, Clini minaccia misure straordinarie

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Duro intervento del ministro dell'Ambiente contro il comune, la provincia e la regione Lazio, accusati di ostacolare il lavoro del governo. Spunta l'ipotesi commissariamento. Ma Alemanno rassicura: "Qui non ci sono i problemi che abbiamo visto a Napoli"

Il ministro dell'Ambiente Corrado Clini ha minacciato oggi di chiedere al governo "misure straordinarie" per gestire la raccolta e lo smaltimento dei rifiuti nella Capitale, che da mesi sta cercando il sito dove aprire una nuova discarica, mentre dal primo gennaio chiuderà il mega-impianto di Malagrotta.

La denuncia di Clini
- In un comunicato diffuso oggi, il ministro - che già nei mesi scorsi aveva paventato il rischio di un'emergenza rifiuti nella Capitale come quella registrata a Napoli negli ultimi anni - ha accusato Regione Lazio, Comune e Provincia di Roma di ostacolare le soluzioni proposte dal commissario di governo per la creazione di una nuova discarica. Per Clini, a Roma "la raccolta differenziata è ancora a livelli molto bassi" e il pretrattamento dei rifiuti copre ancora meno del 75% del totale", nonostante la Commissione europea abbia aperto una procedura di infrazione contro l'Italia per lo sversamento nelle discariche di rifiuti non trattati.

"Misure straordinarie non negoziabili"
- Il ministro ha anche bocciato l'ipotesi di trasferire almeno una parte dei rifiuti all'estero, come avviene da qualche mese a Napoli, affermando che "potrà essere considerata solo dopo aver definito il sistema integrato di  misure che dovrà essere adottato per allineare Roma agli standard europei, e solo dopo avere accertato la possibilità di utilizzare temporaneamente altri impianti disponibili in Italia". Di qui dunque la minaccia. Il responsabile dell'Ambiente "non ritiene accettabile il rischio dell'assenza di gestione dei rifiuti della capitale d'Italia", e suggerirà al governo di adottare "misure straordinarie non negoziabili con la Regione e le istituzioni locali, in linea con le direttive europee e le leggi nazionali, per la gestione del ciclo integrale dei rifiuti di Roma".

La differenziata deve raggiungere il 50% - Il ministero punta da tempo ad avviare a Roma un piano che prevede di portare il riciclaggio al 50% entro il 2014, rispetto all'attuale 25% scarso, col contestuale recupero dei materiali. In discarica, secondo il programma, finirebbe soltanto il 40% dei rifiuti trattati, portando la quota del compost al 15% e quella del "recupero energetico" - cioè i rifiuti che alimentano i termovalorizzatori - al 25%.

Il problema della discarica - Ma resta il problema del nuovo sito dove trasportare i rifiuti trattati. Malagrotta, una delle discariche più grandi d'Europa, utilizzata da decenni, deve chiudere ufficialmente entro la fine dell'anno, dopo numerosi rinvii: è satura (contiene oltre 36 milioni di tonnellate di rifiuti) e da tempo al centro di un'inchiesta per inquinamento delle falde acquifere, nonché di un'azione legale della Commissione Ue. Il commissario di governo per i Rifiuti, il prefetto Goffredo Sottile, ha individuato varie località dove realizzare il nuovo impianto, trovando però l'opposizione degli enti locali, che contestano anche l'ultima scelta, quella di un vasto terreno a Monti dell'Ortaccio, che si trova vicino a Malagrotta e che appartiene al proprietario della storica discarica.

Alemanno: "Roma mai come Napoli"
- A stretto giro la risposta del sindaco Alemanno, secondo cui "Roma non avrà mai i problemi che  abbiamo visto a Napoli". Rispetto all'ipotesi della discarica a Monti all'Ortaccio, il primo cittadino ha spiegato che secondo lui "non può essere un'alternativa, visto che Monti dell'Ortaccio sta a  poche centinaia di metri da Malagrotta. Ci sono molti siti che  potrebbero essere utilizzati ma la scelta non spetta solo al Comune di Roma. L'importante - ha concluso Alemanno - è che si decida e si esca dall'emergenza."

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