Sarah Scazzi, Michele Misseri non parla davanti alla Corte

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Lo zio della 15enne assassinata ad Avetrana si è avvalso della facoltà di non rispondere nel corso del processo a Taranto. Martedì 30 toccherà alla moglie Cosima e alla figlia Sabrina decidere se rispondere alle domande di accusa e difesa

Nessuna dichiarazione in Aula. A poche ore di distanza da interviste rilasciate a tv nazionali e locali, Michele Misseri ha preferito fare scena muta dinanzi alla Corte d'Assise di Taranto del processo per l'omicidio della nipote Sarah Scazzi. Quando è stato chiamato quale imputato di concorso in soppressione di cadavere e un paio di reati minori, l'agricoltore di Avetrana ha risposto dapprima "per il momento no" alla domanda del presidente della Corte che gli chiedeva se volesse sottoporsi all'esame. Il presidente gli ha ricordato allora che era quello il momento e lui a quel punto ha pronunciato la frase rituale "mi avvalgo della facoltà di non rispondere", tornando a sedere tra i banchi alle spalle della figlia Sabrina e della moglie Cosima, le due donne accusate del delitto.

Agli atti del processo restano dunque le diverse versioni - tre nella sostanza, almeno sette se si tiene conto delle variazioni nella ricostruzione dell'omicidio - fornite da Michele Misseri nel corso dell'inchiesta. Da quella autoaccusatoria di tutto del 6 ottobre 2010, quando fece ritrovare anche il corpo della povera Sarah, alla chiamata in correità della figlia Sabrina del successivo 15 ottobre, all' accusa del 4 novembre, sempre alla figlia, di aver ucciso lei la cuginetta, sino a tornare ad addossarsi tutte le responsabilità, a partire dai primi mesi del 2011.

Domani martedì 30 ottobre toccherà  proprio a Sabrina e alla madre Cosima (quest'ultima mai tirata in ballo nella vicenda da Michele Misseri nelle sue varie versioni dell'omicidio) rispondere eventualmente alle domande di accusa e difesa. Dopo quanto accaduto oggi, tutto fa pensare che anche le due principali imputate del processo si avvarranno della facoltà di non rispondere. Oggi 29 ottobre in aula non c'era Concetta Serrano, la mamma di Sarah, la cui presenza è invece prevista per domani.

Ma l'udienza odierna è stata catalizzata per ore dal tentativo della difesa di Sabrina di scardinare il processo. E' stato il prof. Franco Coppi a tirare fuori dal cilindro la richiesta di dichiarare inutilizzabili le parti del verbale, in sostanza quasi tutto, dell'incidente probatorio del 19 novembre 2010 nelle quali Michele Misseri accusa del delitto la figlia Sabrina. In particolare per il legale, nel corso dell'incidente probatorio, Michele Misseri non sarebbe stato avvertito del fatto che, accusando altre persone, sarebbe potuto diventare anche testimone del processo, oltre che imputato. In subordine, Coppi ha sollevato una questione di legittimità costituzionale sulla stessa circostanza. Richieste alle quali si è opposta la Procura, con il sostegno dei legali di parte civile.

Se la Corte avesse accolto la richiesta di dichiarare inutilizzabile quel verbale, sarebbe 'saltato' uno dei cardini dell'accusa. Se fosse stata ritenuta fondata, invece, l'eccezione di legittimità costituzionale, la Corte avrebbe dovuto rimettere gli atti alla Consulta, mentre il processo sarebbe stato sospeso con 'stop' temporaneo ai termini di prescrizione e di custodia cautelare. Questioni tutt'altro che secondarie per dirimere le quali la Corte di Assise si è riunita per cinque ore e mezza in camera di consiglio, per poi rigettare la richiesta di rendere inutilizzabile il verbale dell'incidente probatorio e dichiarando "manifestamente infondata" la questione di legittimità costituzionale sollevata dalla difesa di Sabrina.

Poi l'attesa delusa per la mancata volontà di Michele Misseri a rispondere alle domande. Ad udienza conclusa, fuori dall'aula qualcuno del pubblico ha invitato a voce alta l'agricoltore a parlare. Lui, accompagnato dal suo legale, ha tirato dritto senza fermarsi dinanzi ai microfoni. In una delle prossime udienze sarà citato come testimone dalla difesa e in quella occasione, comunque, 'zio Michele' non potrà sottrarsi alle domande.

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