Lazio, assolto Francesco Storace per le regionali 2005

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L'ex presidente della regione era accusato di attività di spionaggio ai danni del movimento di Alessandra Mussolini. Per la corte d'appello di Roma "il fatto non sussiste". "Sette anni di calvario" dice il leader della Destra

La corte d'appello ha assolto Francesco Storace, attualmente leader della Destra, nel processo che lo vedeva imputato di "accesso abusivo a un sistema informatico" perché "il fatto non sussiste". La vicenda si riferisce all'incursione nella banca dati dell'anagrafe del comune di Roma per attività di spionaggio ai danni del movimento di destra Alternativa Sociale, guidato da Alessandra Mussolini, che si era presentato nel 2005 alle elezioni regionali. In primo grado l'ex governatore del Lazio era stato condannato a un anno e sei mesi di reclusione. Sentenza ribaltata al secondo grado di giudizio.

"Sette anni di calvario e oggi scopriamo che questa vicenda, per la quale mi sono dimesso da ministro della Sanità e costata la corsa per la Regione Lazio, non sussiste". Così Francesco Storace commenta, visibilmente commosso, la decisione della I sezione della corte d'Appello di Roma. "Questa storia all'epoca venne definita uno scandalo. Alla luce di tutto ciò posso affermare che comunque non sono riusciti a togliermi la dignità", ha detto lasciando la Corte d'Appello.

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