Sanità Puglia, i pm chiedono 20 mesi per Vendola

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"Se condannato, mi ritirerò dalla vita pubblica" commenta il governatore e leader di Sel, accusato di abuso di ufficio. Secondo la Procura "favorì la nomina di un primario" a Bari. Chiesta la stessa pena anche per l'ex dirigente della Asl Lea Cosentino

Nel processo in corso per abuso di ufficio sulla nomina di un primario in un ospedale di Bari, la pubblica accusa ha chiesto di condannare il presidente della Puglia Nichi Vendola a un anno e otto mesi di carcere. Vendola, che è anche leader del partito Sinistra Ecologia e e Libertà nonché candidato alle primarie del centrosinistra, è accusato dai magistrati di aver favorito la nomina del professor Paolo Sardelli a primario di chirurgia toracica dell'ospedale San Paolo di Bari. La sentenza è prevista per il 31 ottobre.

"Il 31 ottobre saprò se sarò ritenuto colpevole o innocente. Se sarò dichiarato colpevole mi ritirerò dalla vita pubblica" ha commentato il governatore pugliese ai giornalisti al termine dell'udienza e poi su Twitter. "Ma una sentenza ispirata a verità e giustizia - ha aggiunto - credo che restituirà a me quello che mi è dovuto, cioè la mia totale innocenza".


"Non ho interferito affinché fossero commessi degli illeciti. Si è ritenuto di riaprire i termini del concorso. In Italia, negli ultimi anni, sono stati riaperti 181 mila concorsi per primari" ha spiegato ancora riguardo all'inchiesta. "Detto questo - ha aggiunto - io non sono minimamente intervenuto", "la mia condotta è sempre totalmente estranea a qualunque intromissione o inappropriatezza o a qualunque commissione di reato o anche solo di illecito".

I pm Francesco Bretone, Desirée Di Girolamo e Giorgio Lino Bruno hanno chiesto di condannare alla stessa pena (20 mesi) anche l'ex dirigente della Asl di Bari Lea Cosentino, già coinvolta in altre inchieste sulla sanità pugliese, e dalle cui dichiarazioni è nato il coinvolgimento di Vendola.

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