L'Aquila, Bertolaso intercettato: "La verità non si dice"

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"La riunione Grandi Rischi è un'operazione mediatica" ha detto l'ex capo della Protezione civile qualche giorno prima del sisma del 6 aprile 2009. Le conversazioni telefoniche sono finite agli atti dell'inchiesta G8. VIDEO

Una riunione convocata non per dare pareri scientifici ma solo per evitare allarmismi e fornire rassicurazioni a fini mediatici. A questo, a quanto pare, sarebbe servita la riunione della Commissione Grandi Rischi convocata a L'Aquila qualche giorno prima del terremoto del 6 aprile 2009 che ha provocato la morte di oltre 300 persone (lo speciale).
E' quanto emergerebbe da una conversazione telefonica, intercettata nell'ambito dell'inchiesta G8, tra Guido Bertolaso e l'ex assessore abruzzese Daniela Stati: "E' più un'operazione mediatica, hai capito" dice l'allora capo della Protezione civile. Proprio qualche giorno fa, gli scienziati della Commissione sono stati condananti a sei anni. E la sentenza è destinata a far discutere.

La telefonata del 9 aprile - Nell'inchiesta sul G8 finisce anche la conversazione tra Bertolaso e il sismologo Enzo Boschi avvenuta il 9 aprile 2009, giorno in cui la Commissione Grandi Rischi si sarebbe riunita nella sede dell'Istituto nazionale di geofisica e vulcanologia a Roma per valutare il rischio di altre future scosse. Prima dell'incontro Bertolaso spiega al suo interlocutore: "La riunione di oggi è finalizzata a questo, quindi è vero che la verità non la si dice". E aggiunge: "Alla fine fate il vostro comunicato stampa con le solite cose che si possono dire su questo argomento delle possibili repliche e non si parla della vera ragione della riunione. Va bene?".

Cialente, "mi sento tradito" - "Mi sento profondamente tradito in quelle che erano le mie responsabilità perché quando queste persone dicevano quelle cose erano gli stessi momenti in cui lavoravamo fianco a fianco e io chiedevo continuamente la verità". Lo afferma il sindaco dell'Aquila, Massimo Cialente, commentando l'intercettazione acquisita durante le inchieste sul sisma relativa all'operato della Protezione civile.
"Hanno detto bugie anche a me, che lavoravo con loro - sbotta ora Cialente - Era una preoccupazione costante, venivano i cittadini a chiedere di argomenti come la tenuta della diga di Campotosto e io chiedevo sempre".

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