Bergamo, vertici Compagnia delle opere indagati per tangenti

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Si allarga l'inchiesta sul presunto giro di mazzette per aprire una discarica di amianto. Un anno fa era stato arrestato l'allora vice presidente del consiglio regionale Cristiani (Pdl). Ora nel mirino c'è anche una delibera della giunta Formigoni

C'è anche una delibera della Giunta regionale approvata il 20 aprile dell'anno scorso "su proposta del Presidente Roberto Formigoni" nell'inchiesta della Procura milanese sul presunto giro di tangenti per aprire una discarica di amianto nel cremonese che circa un anno fa aveva portato in carcere l'allora vice presidente del consiglio regionale ed ex assessore Franco Nicoli Cristiani. Inchiesta che è ritornata alla 'ribalta' per le perquisizioni dei vertici della Compagnia delle Opere di Bergamo anche loro indagati per corruzione in concorso con altre persone. Gli sviluppi delle indagini arrivano mentre Formigoni, travolto dalla bufera scoppiata con l'arresto di Domenico Zambetti, dichiara "terminata la legislatura". Si acuisce così lo scontro tra il governatore e Roberto Maroni e, in vista del voto, gli schieramenti si riorganizzano. L'ipotesi che si sta facendo largo nel Pdl è un listone civico senza simboli di partito per sostenere Gabriele Albertini come candidato presidente della Lombardia. Una lista dove potrebbero entrare esponenti non solo del Popolo della Libertà ma anche di Fli e dell'Udc.

La presunta mazzetta per la discarica di amianto -
Nell'indagine coordinata dal procuratore aggiunto di Milano Alfredo Robledo e dai pm Paolo Filippini e Antonio D'Alessio per la quale Nicoli Cristiani è accusato di aver preso una tangente da 100 mila euro da Pierluca Locatelli, l'imprenditore bergamasco, a suo tempo anche lui arrestato, che voleva ottenere il via libera per "trasformare" la cava di Cappella Cantone in una discarica di amianto. Una vicenda, questa, che ha dato il via alla prima scossa del "terremoto" al Pirellone e che nel pomeriggio di martedì 16, con l'operazione della Gdf, ha fatto un ulteriore passo avanti. I finanzieri, infatti, hanno 'fatto visita' nelle sedi Mediberg e Custodia, le due società rispettivamente amministrate da Rossano Breno, presidente della Compagnia delle Opere di Bergamo, e dall'ex vice presidente Luigi Brambilla.
Dalla documentazione raccolta in passato da inquirenti e investigatori, dalle intercettazioni e dagli interrogatori, tra i quali quelli dello stesso Locatelli, emerge "un diretto coinvolgimento" dei due affinché gli amministratori della Regione Lombardia "con cui erano in contatto, favorissero - si legge nel decreto di perquisizione - con atti contrari ai doveri d'ufficio, gli interessi" dell'imprenditore. Inoltre avrebbero usato i loro uffici "per stringere accordi criminosi" con Locatelli e per 'fabbricare' tutta la documentazione contabile e contrattuale necessaria per giustificare il pagamento di mazzette, parecchie centinaia di migliaia di euro in contanti.

Nel mirino dei pm una delibera della giunta Formigoni -
In più, secondo la ricostruzione dei pm, oltre alle tangenti, Breno e Brambilla, per la loro attività di presunti 'mediatori' in Regione, avrebbero ricevuto dall'imprenditore altre "utilità": lavori gratuiti per costruire la scuola Imiberg (é anche sede di una fondazione), sempre a Bergamo. Ma in questo quadro, adesso, si inserisce anche una delibera di Giunta – citata peraltro nel decreto di perquisizione - proposta dal Governatore Formigoni e approvata il 20 aprile del 2011. L'atto, ora al centro delle indagini, avrebbe dovuto sbloccare l'apertura della cava e la sua trasformazione in discarica per l'amianto, così come voleva Locatelli, nonostante il diverso e contrario orientamento della normativa regionale in materia ambientale e con buona pace della Provincia di Cremona che, per timore dell'inquinamento della falda acquifera, si era opposta.

La Regione: "Ecco perché la delibera non risulta pubblicata" - E c'è dell'altro: da quanto è stato accertato, la delibera non risulta pubblicata, come invece avrebbe dovuto, sul bollettino ufficiale della Regione. Capire il motivo di questo 'mistero' sarà uno dei prossimi atti dell'inchiesta. Intanto la Regione con una nota in serata ha fatto sapere che "da sempre la norma prevede che sul Bollettino ufficiale della Regione Lombardia si pubblichi il testo delle delibere (direttive, circolari, ecc.) che hanno diretta rilevanza per cittadini o comunque per soggetti esterni alla Regione e che invece si pubblichi solo il titolo quando si tratta di un atto di indirizzo interno all'Amministrazione. La delibera su Cappella Cantone è appunto una delibera di indirizzo interno, per cui è regolare la pubblicazione del solo titolo. D'altra parte - conclude la nota regionale - pubblicando il titolo non si lede nessuna norma di trasparenza, in quanto l'argomento viene reso noto ed è possibile fare richiesta di accesso all'intero atto".

'Ndrangheta e politica, i boss nelle intercettazioni: "Servono femmine, Zambetti ne va pazzo" -
"Nuovi particolari emergono anche da un'altra inchiesta, quella su Domenico Zambetti. L'ex assessore alla Casa della giunta Formigoni arrestato per aver preso voti dalla 'ndrangheta in cambio di favori e appalti. I presunti boss avrebbero utilizzato anche qualche "enettina", meglio se in compagnia di belle donne perché, come spiega uno degli arrestati in una intercettazione, "quello esce pazzo per le femmine". A svelare questo particolare è una registrazione ambientale effettuata dagli investigatori l'anno scorso e il cui contenuto è riportato negli atti allegati dell'inchiesta della Dda di Milano che ha fatto emergere un clamoroso e inquietante "patto" tra la mafia calabrese e la politica all'ombra del Pirellone.
Nell'intercettazione del 6 giugno 2011, il presunto boss Eugenio Costantino - che, secondo l'accusa, avrebbe gestito i rapporti con l'assessore Zambetti per conto dei vertici della 'ndrangheta in Lombardia - parla con Ciro Simonte, un altro degli arrestati. "A Sedriano - dice Costantino - fanno una riunione del partito tutti quanti. Ma devo chiamare a Marco (Scalambra, medico arrestato, ndr) per quanto riguarda il ristorante non so o lo abbandoniamo quel discorso?...Dobbiamo trovare un paio di troione, una sera di queste dobbiamo invitare Zambetti a cena, lo dobbiamo tenere sotto a Zambetti".

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