Evasione fiscale, indagato a Bergamo l’ad di Ryanair

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Nel mirino della Procura, che ha messo sotto inchiesta anche il numero due della compagnia low cost, l’assunzione di 220 dipendenti assoggettati alla tassazione irlandese ma impiegati nell’aeroporto di Orio al Serio. Intanto Alitalia pensa a 690 esuberi

La procura di Bergamo ha iscritto nel registro degli indagati Michael O'Leary, amministratore delegato della compagnia aerea irlandese low cost Ryanair, e il suo braccio destro Juliusz Komorek: secondo il pm Maria Mocciaro avrebbero assunto a Dublino 220 dipendenti della compagnia, in realtà di stanza all'aeroporto bergamasco di Orio al Serio, assoggettandoli così alla tassazione irlandese, molto più bassa di quella italiana. La notizia è stata confermata da una fonte giudiziaria dopo che era stata riportata dal Corriere della Sera.

Questo stratagemma avrebbe comportato un danno all'erario italiano di quasi 12 milioni di euro, stando ai calcoli di Inps e Direzione provinciale del lavoro che, a fine 2011, aveva segnalato proprio all'Inps presunte irregolarità nell'assunzione dei dipendenti della compagnia. Dal canto suo Ryanair ha sempre sostenuto di non dover pagare le tasse in Italia, perché i dipendenti operano a bordo degli aerei irlandesi e non svolgono dunque alcuna attività lavorativa in Italia. Per questo la compagnia irlandese ha disatteso la possibilità di regolarizzare la sua posizione nei 90 giorni a disposizione per pagare i contributi arretrati, estinguendo così il reato.
Secondo la procura di Bergamo, invece, Ryanair fa firmare i contratti a Dublino, dove la tassazione degli stipendi è intorno al 12%, mentre in Italia è al 37%, anche se i dipendenti lavorano a tutti gli effetti nel nostro Paese, dove vivono: il domicilio entro un'ora dall'aeroporto è infatti uno dei requisiti per l'assunzione.
In via ufficiale Ryanair non commenta e, secondo il capo delle comunicazioni Stephen MacNamara, dice che "continuerà a osservare la legislazione fiscale Ue".

Intanto, se la Ryanair è alle prese con le grane giudiziarie, le cose non sembrano andare bene per il colosso di casa dell’aviazione: Alitalia infatti starebbe per mettere a punto un piano industriale con centinaia di esuberi. Nella giornata di martedì 16 ottobre, la compagnia di bandiera italiana ha illustrato il piano ai sindacati. Tra le previsioni 690 lavoratori in esubero al fine di realizzare risparmi per circa 30 milioni. In esubero sarebbero 300 assistenti di volo, 300 dipendenti dello staff di terra e 90 occupati nella manutenzione.

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