Gli studenti: "Bloccheremo scuole e università"

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Dopo le proteste di venerdì 12, i movimenti studenteschi annunciano altre mobilitazioni per il 24, 25 e 26 ottobre. Sul piede di guerra anche la Cgil: "Il 20 saremo in piazza a Roma contro la legge di stabilità". FOTO e VIDEO

Dopo le manifestazioni di venerdì 12 gli studenti annunciano 3 giorni di mobilitazione il 24, 25 e 26 ottobre (vai allo speciale scuola). E anche i sindacati promettono battaglia contestando la legge di stabilità che penalizzerebbe il lavoro di insegnanti e docenti. La Cgil sarà così in piazza San Giovanni, a Roma, il prossimo 20 ottobre per ribadire che "il lavoro viene prima di tutto".

La protesta delle carote -
Le proteste di venerdì 12 sono state caratterizzate da cortei in decine di città. Gli studenti hanno sfilato davanti al Pirellone a Milano (chiedendo anche le dimissioni di Roberto Formigoni) e al Maschio Angioino a Napoli. A Roma, invece, c'è stato un unico corteo di studenti e docenti: in mano gli ortaggi per ribadire che "scuole e università in questi anni hanno visto solamente il bastone, ma che di qualche carota presentataci come fosse un regalo non abbiamo bisogno". Le carote sono stale lanciate contro la sede del ministero dell'Istruzione (le foto).

I movimenti studenteschi: "Bloccheremo scuole e università" -
Dalle assemblee svoltesi durante e a fine corteo si è deciso di rilanciare mobilitazioni coordinate in tutte le scuole e le università italiane. Vogliamo cambiare i luoghi della formazione dal basso - spiega Federico Del Giudice Portavoce della Rete della Conoscenza - e lo faremo riprendendoci aule delle scuole e delle facoltà, mettendo in discussione il metodo delle lezioni, chiedendo di parlare della crisi, dei drammi che attanagliano il Paese, e costruire una soluzione vera. Per questo il 24, 25 e 26 Ottobre bloccheremo scuole e universita', praticando un nuovo modo di viverle". "Crediamo che in questo modo possiamo ricostruire - dice Roberto Campanelli dell'Unione degli Studenti - davvero una scuola pubblica, di qualità e per tutti. Bloccheremo le scuole per far ripartire un grande movimento studentesco capace di bloccare il disegno di legge Aprea e di ottenere una legge quadro nazionale sul diritto allo studio". L'intenzione di bloccare scuole e università viene ribadita anche dall'Udu e da Link Coordinamento Universitario.

Cgil: "La misura è colma" -
"La misura è colma e la protesta non finisce certo oggi", spiega in una nota Nicola Nicolosi segretario confederale Cgil responsabile settori pubblici. "La Cgil sostiene la lotta e la rivendicazione dei lavoratori del settore della conoscenza, che manifestano per affermare una scuola di qualità e alcuni principi del diritto allo studio messi in discussione dai provvedimenti del governo Monti", continua il sindacalista, "Con la legge di stabilità in discussione in questi giorni, il governo continua ad attuare politiche che non ci trovano d'accordo. Politiche che vanno contrastate per difendere i lavoratori e l'intero paese".

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