Fondazione Maugeri: sì alla scarcerazione di Simone e Daccò

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Il gip ha respinto la richiesta di proroga della custodia cautelare. Formigoni: "Buona notizia". L'ex assessore della Regione Lombardia tornerà venerdì 12. L'uomo d'affari, dopo la condanna a 10 anni per il crack del San Raffaele, resterà in carcere

L'ex assessore alla Sanità della Regione Lombardia Antonio Simone, arrestato nell'ambito dell'inchiesta sulla Fondazione Maugeri, da venerdì 12 ottobre sarà di nuovo libero. Il gip di Milano Vincenzo Tutinelli ha respinto la richiesta di proroga della custodia cautelare per lui e per l'uomo d'affari Pierangelo Daccò. Quest'ultimo però resterà in carcere per il coinvolgimento nell'inchiesta sulla bancarotta dell'ospedale San Raffaele per la quale recentemente è stato condannato a 10 anni di reclusione.
Secondo quanto si legge in uno dei passaggi dell'ordinanza, permangono gravi indizi ma da soli non appaiono idonei a fondare un provvedimento di proroga della custodia cautelare. "E' una buona notizia", ha commentato su Twitter il presidente della Regione, Roberto Formigoni.

Venerdì 12 scadono i sei mesi di custodia cautelare preventiva. La procura però aveva chiesto sia per Simone che per Daccò la proroga di tre mesi sostenendo che "i due se lasciati in libertà potevano incidere ancora e illecitamente sull'attività della Regione in quanto la complicità con Formigoni li dota di un formidabile potere di influenzare e direzionare l'attivita amministrativa della Regione".

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