'Ndrangheta, Reggio Calabria: arresti nelle municipalizzate

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In manette anche Bruno De Caria, direttore dell'azienda per la raccolta dei rifiuti Leonia. Avrebbe favorito l'infiltrazione della cosca Fontana. Il 9 ottobre il Cdm ha sciolto il Comune per "contiguità" mafiose. Il sindaco: "Ingiusta criminalizzazione"

La manutenzione dei mezzi della società mista era diventato un 'fondo cassa' per le cosche grazie a fatture gonfiate. Si delinea così l'ingerenza della 'ndrangheta nella società di raccolta rifiuti Leonia, partecipata dal Comune di Reggio Calabria quale socio di maggioranza, oggetto dell'operazione condotta dalla dda di Reggio e che ha portato  all'arresto di 8 persone. Tra queste il direttore della Leonia, Bruno De Caria; secondo le indagini avrebbe favorito l'infiltrazione della cosca dei Fontana nella municipalizzata. Contestualmente agli arresti, sono stati sequestrati beni per circa 30 mln, che l'accusa ritiene riconducibili alla cosca.
I provvedimenti di custodia cautelare in carcere sono stati emessi il giorno dopo lo scioglimento del Comune deciso dal Consiglio dei ministri per "contiguità" mafiose. Decisione, quest'ultima, per la quale il sindaco di Reggio, Demetrio Arena, esprime sconcerto e stupore.

Arena: ingiusta criminalizzazione - Ha fiducia nelle istituzioni, ribadisce il primo cittadino di Reggio Calabria, tuttavia "personalmente esprimo stupore e sconcerto per quanto emerso dalla conferenza stampa del Ministro Cancellieri" nel corso della quale il 9 ottobre ha parlato di "contiguità e non infiltrazioni" mafiose di "questa amministrazione".
"Il provvedimento adottato dal Governo  - aggiunge Arena  - determina un'ingiusta criminalizzazione dell'intera comunità reggina, che ha espresso liberamente solo 17 mesi fa sindaco e Consiglio comunale".

Manutenzione dei mezzi usata come fondo cassa per le cosche - Già dal 2001 le indagini avevano documentato l'inserimento della famiglia Fontana nel quadro delle 'spartizioni' mafiose attraverso la Semac srl, società alla quale era ed è affidata la 'manutenzione dei mezzi meccanici' della società Leonia Spa. 
Il controllo di questo comparto avrebbe assicurato alla 'ndrina dei Fontana un costante flusso di denaro pubblico che era diventato un 'fondo cassa' a disposizione delle più potenti cosche mafiose reggine. Una 'rimessa di denaro contante' proveniente dall'acquisto sovra stimato di pezzi di ricambio e componenti meccanici che, grazie ad un collaudato sistema di 'fatture gonfiate', sarebbero stati sostituiti dalla Semac srl registrando altissimi costi aziendali che, una volta sottratti all'erario statale, erano da destinare al pagamento delle tangenti in favore delle 'ndrine di Reggio Calabria. Operazione possibile grazie all'intermediazione del direttore operativo Bruno De Caria.

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