Fondazione Maugeri: "Regione Lombardia disse chi corrompere"

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L'ente avrebbe ricevuto l'indicazione di rivolgersi agli intermediari Daccò e Simone per ottenere favori. E' quanto riportano i pm nella richiesta di proroga della carcerazione preventiva per il faccendiere e l'ex assessore

La Fondazione Maugeri e il suo ex amministratore delegato, Corrado Passerino avrebbero "ricevuto l'indicazione di rivolgersi agli intermediari Daccò e Simone per ottenere provvedimenti amministrativi favorevoli". E' quanto avrebbe detto, in sintesi, Passerino durante l'interrogatorio del 3 maggio scorso davanti ai pm di Milano Laura Pedio e Antonio Pastore che assieme al collega Gaetano Ruta indagano sul caso con al centro l'ente con sede a Pavia.
Il passaggio dell'interrogatorio è uno di quelli riportati dai pm nella richiesta di proroga di tre mesi della carcerazione preventiva per il faccendiere Pierangelo Daccò e per l'ex assessore Antonio Simone. Nell'istanza, che verrà discussa tra le parti in un'udienza fissata ad hoc dal gip Vincenzo Tutinelli per il 10 ottobre, si sottolinea che l'"indicazione" di rivolgersi ai due intermediari è venuta a galla anche nei verbali di Umberto Maugeri, il patron della Fondazione e del consulente Gianfranco Mozzali.

Secondo le indagini, il faccendiere Pierangelo Daccò e l'ex assessore Antonio Simone sarebbero i "capi e i promotori" di un'associazione per delinquere che per oltre dieci anni sarebbe stata "protagonista di un diffuso e articolato fenomeno corruttivo nell'ambito della gestione dei fondi regionali destinati alla sanità".

Daccò e Simone "solidi legami con i vertici della Regione Lombardia" - I pm di Milano parlano inoltre di "un solido legame" di Daccò e Simone "con i vertici della Regione Lombardia" e in particolare con il governatore Roberto Formigoni.
Nella richiesta di proroga di tre mesi della carcerazione preventiva per Daccò e Simone, i pm scrivono che, "pur non rivestendo alcun formale incarico amministrativo o politico in Regione Lombardia, attraverso una vasta rete di contatti e con sistematici pagamenti corruttivi, sono riusciti a piegare le scelte discrezionali dell'amministrazione regionale alle esigenze e interessi finanziari" della Fondazione Maugeri, la quale tra il 2002 e il 2011 ha ricevuto, a titolo di funzioni non tariffabili, oltre 200 milioni di euro.

Il ruolo di Daccò era un ruolo politico
- A quanto si apprende, lo scorso 7 maggio, l'ex direttore amministrativo della Fondazione, Costantino Passerino, in un interrogatorio aveva affermato che il ruolo di Daccò e Simone era "essenzialmente politico, nel senso che intervenivano ai vertici della Regione Lombardia per far passare alcune delibere di politica sanitaria". Passerino ha anche aggiunto: "Più volte dicevano di avere dei 'referenti' ai quali riportavano le nostre richieste" a cui trovare "una soluzione". Tra i referenti, sostengono i pm in base anche alle dichiarazioni di altri indagati, ci sarebbe Roberto Formigoni.

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