Open Data, ecco il nuovo portale del Comune di Roma

L'home page di Roma Open Data.
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Dopo Milano, anche il Campidoglio presenta un sito online per condividere con i cittadini informazioni fino ad ora poco accessibili. "Tutto questo creerà anche posti di lavoro, innovazione, nuove imprese" spiega il sindaco Alemanno.

di Nicola Bruno

Dopo Torino, Firenze, Bologna e Milano, anche il Comune di Roma intraprende la strada dei "dati aperti" con il lancio del sito Roma Open Data. Anche qui si vuole mettere a disposizione una banca dati di informazioni fino ad ora poco accessibili, in un'ottica sia di trasparenza per i cittadini che di riutilizzo da parte delle imprese intenzionate a sviluppare nuovi servizi.

I dati disponibili - In occasione del lancio del portale sono stati pubblicati 274 dataset (termine con cui si intende un file che raccoglie una serie di dati in maniera strutturata). La maggior parte (104) sono relativi ai risultati delle elezioni, ma non mancano elenchi con gli esercizi commerciali, la popolazione iscritta all'anagrafe, le scuole o le aree di verde pubblico.
“Gli aggiornamenti saranno settimanali. Tra le sezioni che andremo a potenziare da subito c'è di sicuro quella sul Turismo”, spiega Enrico Cavallari, Assessore alle Risorse umane e Servizi tecnologici, sottolineando che per la realizzazione del progetto “è stata utilizzata una piattaforma già di proprietà di Roma Capitale. Quindi non è stato usato ulteriore denaro”.

Il concorso di idee - Insieme al portale, è stato presentato anche un concorso di idee per le aziende interessate a sviluppare applicazioni per l’offerta di servizi innovativi ai cittadini. Chiunque potrà sottomettere la propria proposta e poi presentarla durante la manifestazione “Open Data, APPosta per te!” organizzata a Roma dal 20 al 27 ottobre. I progetti vincitori saranno annunciati il 28 Ottobre, dopo essere stati scelti in base ai pareri di una giuria e alle opinioni raccolte tra i cittadini attraverso sondaggi.

Alemanno: “Rivoluzione d’Ottobre digitale”
– “Sarà una vera e propria 'Rivoluzione di Ottobre' per Roma nel settore del digitale. In questo ambito siamo partiti dalla preistoria e oggi, come città, siamo assolutamente all'avanguardia”, ha sottolineato il sindaco Gianni Alemanno durante la presentazione del sito, aggiungendo che si tratta "della banca data più potente dal punto di vista del servizio pubblico in Italia che viene messa a disposizione dei giovani, dei cittadini, degli operatori, che può creare investimenti, sia pubblici, sia privati". Il sindaco ha poi annunciato anche il lancio di una vasta rete di hot-spot wi-fi lungo la città entro il mese. "Tutto questo creerà anche posti di lavoro, innovazione, nuove imprese".

La situazione in Italia
- Secondo le ultime cifre rilasciate da Dati.gov.it, il portale della Presidenza del Consiglio dei Ministri che fa da aggregatore di tutti i dati pubblicati dalla PA, al momento in Italia sono disponibili oltre 3000 dataset rilasciati in formato aperto. A guidare la classifica degli enti e delle amministrazioni più generose nel condividere informazioni online, c'è l'Istat con 587 dataset, seguita dal Comune di Firenze (339) e la Regione Piemonte (328).
Si registra ancora un forte divario tra Nord e Sud del paese: nel Mezzogiorno si sono attivati solo due enti (la Regione Sicilia e la Camera di Commercio di Trapani); per il resto non c'è traccia di liberazione dei dati da Roma in giù. "L'open data potrebbe rappresentare una importante opportunità di crescita e rilancio, con investimenti anche ridotti, soprattutto per le regioni del Sud - sottolineano gli esperti di Dati.gov.it - La tendenza attuale evidenzia la scarsa attenzione verso benefici e fattori di sviluppo potenzialmente raggiungibili attraverso la messa a disposizione di tutti e il riutilizzo dei dati del settore pubblico".

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