Omicidio di Melania Rea, dalla superperizia nuovi dubbi

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La relazione degli esperti nominati dal giudice non chiarisce alcuni elementi chiave del processo che vede imputato Salvatore Parolisi, accusato di aver ucciso la moglie. Resta l’incertezza anche sull’ora del delitto

Relazioni dei superperiti nominati dal Gup al vaglio nelle quasi undici ore di udienza, a Teramo, nel processo con rito abbreviato che vede imputato Salvatore Parolisi, accusato del delitto della moglie Melania Rea, il 18 aprile 2011. Ma più che le sperate certezze, dalla superperizia sono arrivati nuovi dubbi anche su quegli elementi considerati chiave per l'accusa. Come l'ora della morte, che adesso non è più determinabile perché, spiega il medico legale Gianluca Bruno, non si sa con certezza a che ora e cosa Melania abbia mangiato. Oppure quel Dna di Parolisi sulla bocca della moglie che - si era detto - doveva essere stato lasciato non più di cinque minuti prima della morte, così da diventare una prova schiacciante e che adesso, invece, la genetista Sarah Gino definisce non databile. Il legale della famiglia Rea Mauro Gionni ha commentato: "E’ una non perizia che non chiarisce nulla"

Udienza difficile, comunque, per la famiglia Rea. Il padre di Melania, Gennaro Rea, è dovuto uscire dall'aula, accompagnato dallo zio della giovane vittima, durante la proiezione delle immagini sul grande schermo predisposto. Lo stesso caporalmaggiore Salvatore Parolisi si è coperto gli occhi. Ora il processo proseguirà il 19 ottobre, con pm e parti civili. Quindi si andrà al 26 ottobre e parlerà la difesa. Se possibile, il giudice ha intenzione di emettere la sentenza per quel giorno. In caso contrario si proseguirà il venerdì successivo.

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