Costi della politica, Regioni sotto accusa

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Con le indagini di Torino e Bologna sale a 7 il numero degli enti locali sotto inchiesta. Intanto sui quotidiani emergono tutti i dettagli delle spese: dai mono-gruppi fino ai rimborsi ottenuti in agosto, quando il consiglio era chiuso. Rassegna stampa

Si allarga lo scandalo sulla gestione dei fondi pubblici e dei rimborsi da parte dei consigli regionali. Sono ormai sette le regioni nelle quali le procure indagano per scoprire eventuali gestioni occulte o illegali dei soldi destinati ai consiglieri. Ultimi, in ordine di tempo, i pm di Torino e Bologna che, nella giornata di venerdì hanno mandato la Guardia di Finanza a prelevare le carte nelle rispettive sedi regionali. E sui giornali spuntano tutti i dettagli, le stranezze e le incongruenze di un sistema di rimborsi che si basa spesso sull'autocertificazione.

37mila chilometri percorsi
- Repubblica riprende il soprannome di Franco Fiorito, il capogruppo del Pdl nel Lazio, indagato per peculato e ribattezzato Batman, e trova nelle carte della regione Piemonte un "superman". Roberto Boniperti, consigliere del Pdl, è in testa nella classifica dei rimborsi (oltre 37mila euro). "Un supereroe capace di percorrere oltre 40mila chilometri all'anno, che moltiplicati per 0,48 (rimborso da tabelle Aci) e sommati ai gettoni di presenza portano all'interessante somma di 37mila euro" scrive Maurizio Crosetti sul quotidiano romano. "Il nostro eroe non si ferma mai, neanche ad Agosto - prosegue Crosetti - 4.603 chilometri e 22 gettoni autocertificati (con i politici bisogna fidarsi) anche se poi ad agosto Palazzo Lascaris è chiuso". "Oh, ma io in macchina rischio la vita e i punti della patente, mica sono come certi colleghi sempre dietro la scrivania" si difende però il consigliere regionale.

Rosso: "La mia era una provocazione"
- Repubblica poi fa parlare Roberto Rosso, il deputato del Pdl la cui rivelazione a Telelombardia (VIDEO) sul misterioso consigliere regionale in settimana bianca con i soldi pubblici, ha dato il via all'inchiesta della procura di Torino. "La mia era solo una provocazione - dice ora l'ex sottosegretario - Sono convinto che questi non siano reati. Però non si può far passare l'idea che i consiglieri del Lazio sono banditi e quelli delle altre regioni sono angeli." Incalzato però sul nome del fantomatico consigliere regionale Rosso resta sul vago: "E' un fatto che risale a un'altra legislatura" e smentisce di aver voluto tirare in ballo il capogruppo del Pdl in regione, Pedrale, con il quale ha in precedenza rotto i rapporti.

Le indagini in Emilia Romagna - E non mancano i dettagli anche sull'inchiesta in corso in Emilia Romagna. "Quella di Bologna - spiega Luigi Spezia su Repubblica - è stata la prima procura, la primavera scorsa, ad andare a guardare i bilanci di due gruppi consiliari, Lega e Idv nei cinque anni tra il 20005 e il 2010". Nel mirino dei pm finisce Paolo Nanni, capogruppo dell'Idv, indagato per peculato. "Gli trovano fatture di cene con anti ospiti in ristoranti diversi ma consumante nella stessa sera o taxi con orari sovrapposti o convengi organizzati solo sulla carta, anzi sulla locandina, perché non ci sono mai stati. In totale, Nanni ha speso 450mila euro in cinque anni oltre ad avere fatto lavorare in Regione moglie, figlia e un nipote".
Ma non finisce qui. "Ad agosto - continua Repubblica - i pm di Bologna aprono un'inchiesta per peculato contro ignoti che coinvolge trasversalmente ben sette gruppi consiliari, quasi tutti. I capigruppo di Pd, Pdl, Lega Movimento 5 Stelle, Sel, Federazione della Sinistra e Udc hanno firmato contratti con quattro tv locali per poter andare in video a farsi intervistare". Il prossimo 7 novembre invece si conoscerà il destino di Vasco Errani, indagato per falso ideologico e accusato di aver aiutato il fratello a ottenere un finanziamento pubblico. Quel giorno, infatti, il pm Bruno Giangiacomo deciderà se archiviare il suo caso e chiederne il rinvio a giudizio.

Monogruppo da 200mila euro - Il Corriere della Sera si dedica invece a Maurizio Lupi (omonimo del deputato del Pdl), consigliere regionale piemontese del gruppo dei Verdi-verdi, una lista vicina al centrodestra, nata per "togliere, da destra, consenso ai Verdi". Il consigliere, di cui vengono pubblicate le foto delle numerose feste in compagnia di personaggi dello spettacolo come Lele Mora e l'ex velina Veridiana Mallmann, è stato eletto nel 2010 con solo 250 preferenze. Abbastanza però, rivela il quotidiano milanese "di fondare il suo mono-gruppo in consiglio regionale. E qui si arriva al punto. Perché anche per questi gruppi costituiti da un politico unico e solitario, i fondi assegnati dall'istituzione sono assai grassi". "Dati certi non ce n'è sono - spiega il Corriere - ma le voci mai smentite dicono che a quel simbolo dell'orsetto che ride (quello dei Verdi-verdi, ndr), la Regione Piemonte assegni qualcosa come 200-250mila euro l'anno".

Come funzionano le autocertificazioni - La Stampa di Torino racconta invece come funziona il sistema delle autocertificazioni per i rimborsi. "Tutto si basa sulla fiducia e su una dichiarazione scritta da parte del consigliere regionale. A renderlo possibile è la modifica di un codicillo con la sostituzione di "gli organismi istituzionali per le cui riunioni" con "le riunioni e le attività istituzionali per le quali". Di fatto il via libera alla partecipazione a manifestazioni culturali, feste di paese, sagre popolari" scrive il quotidiano piemontese. "In base alla legge, comunque, il Consiglio regionale nel corso del 2011 ha tirato fuori, tra gettoni di presenza e rimborsi, quasi 600mila euro, 60mila concentrati nel mese di agosto quando, per almeno tre settimane - l'attività consiliare è sospesa per ferie."

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