Costi della politica, 7 regioni su 20 sotto inchiesta

1' di lettura

Lo scandalo dei fondi Pdl nel Lazio, le perquisizioni della Guardia di Finanza in Piemonte, l’indagine conoscitiva aperta in Emilia Romagna e in Sicilia. Sono tanti gli enti territoriali nel mirino delle Procure per presunti sprechi. Ecco quali

Prima lo scandalo dei fondi Pdl nel Lazio, con le presunte cene a base di ostriche e champagne di Franco Fiorito e dei suoi colleghi a spese dei cittadini. Uno scandalo che ha portato il governatore del Lazio Renata Polverini a rassegnare le sue dimissioni. Oggi le perquisizioni, puramente conoscitive, della Guardia di Finanza negli uffici della regione Piemonte e l’indagine aperta in Emilia Romagna. Ormai non è solo l'opinione pubblica a voler vedere chiaro su come ogni anno vengono spese decine di milioni di euro di fondi pubblici destinati alle Regioni. Gli archivi dei giornali sono pieni di notizie di sprechi da parte di enti locali dal Veneto alla Sicilia, ma ora sono le procure di mezza Italia a voler approfondire se solo di sprechi si tratta o se c'è qualcosa di penalmente più rilevante, come sembrerebbe emergere dall'inchiesta sul Lazio. Al momento, sono 7 su 20 le Regioni su cui ci sono indagini che riguardano i fondi destinati ai gruppi consiliari: Basilicata, Campania, Sardegna, Sicilia, Lazio, Emilia-Romagna, Piemonte.

BASILICATA - L'indagine sulle spese dei consiglieri (della legislatura precedente) fu aperta dal pm Woodcock nel 2009 e riguardava in particolare i rimborsi chilometrici previsti per chi non è di Potenza. Quattro gli indagati rinviati a giudizio con le accuse di falso e truffa: il presidente dell'assemblea Prospero De Franchi (Federazione popolari di centro), i due vicepresidenti Franco Mattia (Pdl) e Giacomo Nardiello (Pdci), e Franco Mollica (Centro popolare). L'accusa è che i quattro abbiano percepito i rimborsi indebitamente perché, in realtà, risiedevano a Potenza e non nei comuni dichiarati. Mollica, con l'Mpa, e Mattia, con il Pdl, sono stati rieletti nel 2010.

CAMPANIA - Le indagini interessano il periodo 2008-2012: nei giorni scorsi la Gdf si è presentata nella sede della Regione e ha acquisito i bilanci del quinquennio. Il fascicolo, in mano al pm Novelli e al procuratore aggiunto Greco, ipotizza il reato di peculato per eventuali sprechi e irregolarità addebitabili agli attuali consiglieri ma anche per l'attività degli esponenti della precedente assemblea. L'unico indagato, al momento, è Ugo De Flaviis (Udeur), per un presunto episodio illecito emerso nell'ambito di una diversa inchiesta. In totale, hanno calcolato i pm, i consiglieri hanno ricevuto per l'attività del gruppo, la comunicazione e i portaborse, 4.231.245 euro nel 2008; 4.182.141 euro nel 2009; 4.579.641 euro nel 2010; 4.469.891 euro nel 2011 e nel 2012.

SARDEGNA - Rischiano di andare a processo 20 consiglieri per le spese del Misto nella legislatura 2004-08. A 17 di loro (il Gup deciderà il 24 ottobre) è contestato il peculato: l'ipotesi è che parte del denaro destinato al funzionamento dell'attività politico-istituzionale sia stato utilizzato per spese personali: auto e vestiti, bollette, viaggi e cene. Per altri 2 consiglieri l'udienza preliminare è il 15 novembre, mentre per il senatore del Pdl Silvestro Ladu, ex assessore, il processo si terrà il 5 novembre. Con i soldi del gruppo, per l'accusa, avrebbe fatto riparare anche l'auto della moglie. In totale gli contestano spese illegittime per 253 mila euro.

SICILIA - A coordinare l'inchiesta sull'utilizzo dei fondi da parte dell'Ars, al momento solo un'indagine conoscitiva, è il procuratore aggiunto Leonardo Agueci, che dovrebbe ricevere i documenti contabili sui trasferimenti dall'Ars ai gruppi nei prossimi giorni. Quest'anno l'Ars ha versato ai gruppi 12,65 milioni ma si tratta di una cifra destinata ad aumentare visto che nel bilancio triennale 2012-2014 è previsto un incremento di 100 mila euro. La fetta più consistente di trasferimenti è andata al Pd, che avrebbe incassato circa 2,5 milioni; circa 1,9 milioni il Pdl, 700 mila euro Fli e Grande Sud, qualcosa in più l'Udc che ha utilizzato 200 mila euro per i portaborse.

LAZIO - L'inchiesta che ha portato all'iscrizione nel registro degli indagati di Franco Fiorito e dei suoi due segretari (l'accusa è di peculato ma si sta valutando l'ipotesi di reato di associazione a delinquere) prende il via dalle segnalazioni fatte dall'allora capogruppo Francesco Battistoni riguardo a bonifici sospetti fatti dal collega di partito su alcuni conti stranieri. Secondo l'accusa, sui conti di Fiorito sarebbero stati dirottati almeno 1,2 milioni appartenenti al gruppo, ma le indagini non hanno ancora accertato la reale destinazione di assegni per oltre 800mila euro e di bonifici per circa 600mila euro. Nei giorni scorsi la Gdf ha acquisito documenti del gruppo del Pdl ora sul tavolo dei pm insieme a quelli presentati da Fiorito. Ma non è solo Roma ad indagare: la procura di Viterbo ha iscritto l'ex assessore Angela Birindelli per aver favorito alcune commesse a cantine del Viterbese per Vinitaly 2011.

EMILIA ROMAGNA - L'inchiesta è coassegnata ai pm Morena Plazzi e Antonella Scandellari, i due magistrati già titolari rispettivamente dell'inchiesta sull'uso dei rimborsi elettorali della Lega (Plazzi) e sulle interviste a pagamento dei consiglieri regionali e sull'uso dei fondi del gruppo dell'Idv. I due magistrati saranno coadiuvati da un pool appositamente costituito di cinque investigatori della Guardia di Finanza.

PIEMONTE - La Guardia di Finanza ha acquisito nella mattina del 28 settembre la documentazione relativa alle spese di tutti i gruppi a partire dal 2008. L'inchiesta dei pm Andrea Beconi ed Enrica Gabetta, è stata innescata da una 'rivelazione' fatta dal deputato del Pdl Roberto Rosso a Telelombardia: la settimana bianca di un consigliere venne rimborsata dalla Regione. Il lavoro dei magistrati mira a verificare se ci sono casi di malversazione dei fondi o di irregolarità nella rendicontazione di spese e nelle richieste di rimborso, o di percezione irregolare di benefit.

Leggi tutto