Alcoa, il governo rifiuta la proposta di Glencore

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Il ministero dello Sviluppo: l'offerta della multinazionale per acquisire gli impianti non è allineata con la media Ue e sarebbe contro la normativa comunitaria. I sindacati: vogliamo una risposta ufficiale

Il ministero dello Sviluppo economico è "impegnato nella ricerca di soggetti imprenditoriali interessati a investire" a Portovesme perché "le richieste avanzate dalla società Glencore nella sua ultima lettera non risultano compatibili con tali requisiti".
A dirlo è lo stesso ministero, in una nota.
Il governo dice dunque no alla proposta della Glencore di arrivare a 25 euro/Mwh:  una richiesta ritenuta non compatibile, visto che il prezzo che però, viene evidenziato, non è "allineato con la media Ue", che è di 35 euro per MWh.
Inoltre, la richiesta della multinazionale svizzera affinché il governo intervenga presso i fornitori al fine di ottenere un prezzo nettamente inferiore al prezzo di mercato implicherebbe "forzature che non sarebbero compatibili con la normativa europea".

E gli operai e i sindacalisti dell'azienda non si accontano più dei comunicati né si fidano di gruppi industriali che entrano ed escono da un accenno di trattativa come fossero su una porta girevole: vogliono un atto ufficiale del Governo che metta "nero su bianco" lo stop alle interlocuzioni con la multinazionale svizzera su cui si contava per la cessione dello stabilimento di Portovesme.
La chiusura del ministero dello Sviluppo economico sul fronte energia allarma i rappresentanti dei lavoratori. Che però chiariscono: "A noi non interessa il nome dell'azienda che vuol comprarsi lo smelter, vogliamo la soluzione con la l maiuscola - spiega Franco Bardi, responsabile alluminio della Fiom del Sulcis - Chiediamo cosa è successo in questi otto giorni visto che tutti dicevano che si era vicini a uno sbocco positivo".

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