Dell'Utri, la Cassazione sposta gli atti a Milano

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L'inchiesta della procura di Palermo sulla presunta estorsione ai danni di Silvio Berlusconi passa al pm Ilda Boccassini. I legali del senatore Pdl: "C'è stata una corretta interpretazione delle norme sulla competenza"

La Corte di Cassazione ha stabilito l'incompetenza territoriale della procura di Palermo
per l'indagine sulla presunta estorsione ai danni di Silvio Berlusconi da parte di Marcello Dell'Utri. Lo riferiscono fonti legali, precisando che secondo la Cassazione la competenza è di Milano, procura alla quale devono essere trasmessi gli atti. La decisione è stata notificata alle parti mercoledì 26 settembre.

L'inchiesta assegnata al pm Boccassini - L'inchiesta è stata assegnata al pm Ilda Boccassini, che rappresenta l'accusa anche nel cosiddetto processo Ruby. Gli avvocati di Berlusconi - che è stato sentito dai pm palermitani all'inizio del mese - avevano chiesto il trasferimento dell'inchiesta a Monza, ritenendo che la presunta estorsione sarebbe avvenuta ad Arcore.
Il reato di estorsione ai danni di Silvio Berlusconi di cui è accusato Marcello Dell'Utri si sarebbe invece perfezionato a Milano con vari bonifici bancari. E' per questo che, secondo il pg della Cassazione, scatta l'incompetenza della Dda di Palermo con il conseguente trasferimento degli atti ai pm milanesi.

Soddisfatti i legali di Dell'Utri -
"C'è stata una corretta interpretazione delle norme sulla competenza". Così il legale di Marcello Dell'Utri, l'avvocato Giuseppe Di Peri, ha commentato il trasferimento a Milano del procedimento per estorsione ai danni di Silvio Berlusconi. "E' la seconda volta - aggiunge Di Peri - che Palermo viene spogliata di un processo a carico del senatore. E' già accaduto con la vicenda della presunta estorsione alla Pallacanestro Trapani. Anche in quel caso il processo venne assegnato a Milano e alla fine si è concluso in Cassazione con l'assoluzione". Nel merito l'avvocato Di Peri si dichiara "soddisfatto" della decisione e ribadisce che "tutta la costruzione accusatoria è evanescente e labile".

Estorsione ai danni di Berlusconi - L'inchiesta - in cui è indagata per riciclaggio anche la moglie di Dell'Utri - ruota attorno a circa 40 milioni di euro in contanti versati, secondo gli investigatori, dai Berlusconi al senatore del Pdl negli ultimi 10 anni e a circa 7 miliardi di lire in titoli ceduti fra il 1989 e il 1995. L'ipotesi investigativa è che parte di quei soldi possa essere finita, tramite Dell'Utri, a Cosa Nostra in cambio della protezione di Berlusconi e della sua famiglia.

Dell'Utri il 18 luglio scorso ha respinto ogni accusa dicendo di "non sapere nulla" della vicenda, aggiungendo di non aver "ricattato nessuno, soprattutto il mio amico Silvio".

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