Dal Lazio alla Campania, si allarga lo scandalo dei fondi

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Mentre si cerca di far luce sui conti del Consiglio regionale laziale spunta un’inchiesta a Napoli. Intanto Polverini resta e Fiorito annuncia: “Restituisco i soldi”. Repubblica: “Saccheggio iniziato nel 2010”. Corriere: “Aperitivi da 1.450 euro”

Renata Polverini resta al suo posto e l’ex capogruppo del Pdl alla Regione Lazio, Franco Fiorito, indagato per peculato, si dice disposto a restituire i soldi. Ma lo scandalo dei fondi non sembra destinato a fermarsi. E, anzi, dal Lazio si allarga anche alla Campania. Perché anche a Napoli, come a Roma, c’è un’indagine sul presunto spostamento di soldi pubblici (destinati ai partiti) nelle mani di singoli consiglieri.
Tutti i quotidiani in edicola sabato 22 settembre dedicano ampio risalto alle due vicende. Si comincia dal Consiglio regionale del Lazio, da dove emergono sempre più dettagli sullo scandalo dei fondi Pdl e dove anche la Corte dei Conti ha deciso di indagare.
Secondo Repubblica cinque delibere del presidente dell'Assemblea regionale del Lazio, Mario Abbruzzese, “documentano l'assalto alla diligenza che, in due anni e mezzo, ha consegnato 30 milioni di euro di denaro pubblico all'inesauribile appetito dei consiglieri della Pisana”.

Lazio, vicenda iniziata nel 2010 - “La storia di questo sacco ha infatti un incipit – spiegano Carlo Bonini e Corrado Zunino sul quotidiano diretto da Ezio Mauro -: le elezioni regionali della primavera del 2010. La Polverini è il nuovo governatore e la variopinta maggioranza di centro-destra che transuma alla Regione ha come primo assillo quello di mettere mano alla cassa per rabboccare le tasche dei nuovi consiglieri prosciugate dalla campagna elettorale”. Repubblica spiega quindi che “la vecchia giunta Marrazzo ha stanziato in bilancio per quell'anno ‘solo’ 1 milione di euro destinato al ‘funzionamento dei gruppi’. […] Troppo poco per l'appetito della nuova maggioranza. Al punto che, il 14 settembre, il nuovo presidente dell'Assemblea Abbruzzese quella cifra la quintuplica, facendo lievitare quel capitolo di bilancio, da 1 a 5,4 milioni di euro”.

Battistoni: aperitivi, cene e alberghi - Il Corriere della Sera punta i riflettori sulle note spese di Francesco Battistoni (ex capogruppo del Pdl, che aveva preso il posto di Fiorito e venerdì 21 settembre è stato sostituito da Chiara Colosimo). Si parla di cene, aperitivi, fondi pubblici usati per pagare ristoranti e alberghi. Anche un aperitivo offerto a centinaia di persone alle Terme dei Papi di Viterbo per un costo di 1.450 euro.
Sul quotidiano Il Messaggero una tabella spiega come i gruppi consigliari si sono divisi 12 milioni in un anno.

Trema anche la Regione Campania - Non si parla però solo dell’affaire Lazio. Nella giornata di venerdì, infatti, le Fiamme gialle hanno perquisito gli uffici della Regione Campania per acquisire documenti relativi al bilancio degli ultimi anni. Il sospetto: 6 milioni di euro finiti nelle mani dei consiglieri. I militari hanno chiesto una relazione sulla ripartizione dei fondi destinati ai vari gruppi, una relazione della Presidenza del Consiglio regionale sulle modalità di rendicontazione, documenti e leggi sul bilancio regionale.
Il Messaggero fa due conti: “le spese per il funzionamento dei gruppi consiliari raggiungono il tetto di 1.005.891 euro; poi esiste un fondo per la comunicazione dei gruppi consiliari, che sblocca qualcosa come 1.523.000 euro; e il fondo assistenza attività istituzionali che raggiunge quota 1.891.000 euro”.
“Ma noi non siamo come il Lazio”, tuona il presidente del Consiglio Paolo Romano in un'intervista al Mattino. “Siamo un esempio positivo avendo intrapreso un percorso di rigore che ci ha portato a tagliare di 21 milioni di euro i costi della politica”.
A cercare di capire se qualche consigliere ha fatto un uso privato dei soldi pubblici sarà anche in questo caso la Procura.

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