Campania, blitz della Gdf al consiglio regionale

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Le Fiamme gialle hanno acquisito documenti sui finanziamenti ai gruppi consiliari. Il reato ipotizzato è peculato, lo stesso alla base del Laziogate. L'inchiesta partita casualmente da un'altra ancora in corso

Nel giorno in cui il consiglio regionale del Lazio si riunisce per dare una risposta politica allo scandalo che ha travolto l'ex capogruppo del Pdl Franco Fiorito, la guardia di Finanza effettua un blitz al consiglio regionale della Campania. Le Fiamme gialle hanno acquisito atti riguardanti i fondi assegnati ai gruppi consiliari. L'ipotesi di reato sulla quale si indaga è peculato, lo stesso reato per che ha travolto la giunta regionale laziale. L'indagine e' condotta dal  procuratore aggiunto Francesco Greco e dal pm Giancarlo Novelli.

L'indagine sui contributi elargiti dalla Regione  ai gruppi consiliari è nata oltre un mese fa. Gli atti, acquisiti dalle Fiamme Gialle, sono stati prelevati presso la  presidenza del consiglio regionale. L'inchiesta è nata da un procedimento che riguarda un'altra vicenda, del tutto indipendente, da quella sui contributi ai partiti  presenti in consiglio regionale. L'indagine, da cui è nata questa  inchiesta, è riservata, mai pubblicizzata e tuttora in corso. Nell'ambito di questa indagine, a un certo punto, si sono  evidenziati alcuni episodi riferiti ai contribuiti della Regione Campania ai gruppi consiliari. A quel punto la procura ha deciso di accertare le modalità di attribuzione di questi contributi.

Il presidente del consiglio regionale campano Paolo Romano si dice "tranquillo e disponibile a collaborare" con la magistratura. Romano ricorda che questa
consiliatura ha già approvato norme per il rigore e il contenimento di spesa, e sottolinea che "le spese per il funzionamento dei gruppi consiliari rientrano in questa ottica, circa un milione di euro l'anno suddivisi per 9 gruppi, secondo il numero dei componenti". Cancellati i gruppi con una sola persona, abolite le auto blu tranne che per il presidente di Giunta e Consiglio, "non abbiamo speso un euro di consulenze e abbiamo in bilancio 49mila euro di spese di rappresentanza".

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