Fondi Pdl, Fiorito: "Ecco le carte del Sistema"

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Interrogato per 7 ore, l'ex capogruppo alla Regione Lazio consegna ai pm due casse di documenti e accusa otto colleghi. Polverini minaccia le dimissioni. I pm: "Gestione dei finanziamenti fuori controllo"

E' stato sentito per 7 ore dalla Procura di Roma, si è difeso e ha puntato il dito contro i colleghi. Un lungo interrogatorio quello di Franco Fiorito, l'ex capogruppo Pdl alla Regione Lazio travolto dallo scandalo politico-giudiziario che sta mettendo a dura prova le sorti della Giunta regionale. "Non ho rubato, ma se ho sbagliato pagherò", ha detto ai pm rivendicando la lecita gestione dei fondi a lui assegnati.
Dichiarazioni queste rese ai magistrati al termine di una giornata convulsa, in cui si sono rincorse le voci di imminenti dimissioni del governatore della Regione Lazio Renata Polverini, forse  scongiurate dal pressing dell'ex presidente del Consiglio Silvio Berlusconi.

I pm: "Gestione dei finanziamenti fuori controllo" - Intanto, secondo quanto emerge dagli ultimi accertamenti degli inquirenti della Procura di Roma che hanno ascoltato l'ex capogruppo del Pdl alla Pisana, la gestione dei fondi del finanziamento pubblico che finiva nelle casse dei gruppi consiliari della Regione Lazio, era "senza controllo", "spesso caotica", e con violazioni di legge.

Fiorito: "Il sistema Polverini" - Indagato per peculato, Fiorito nella giornata del 19 settembre è stato sentito dal procuratore aggiunto Alberto Caperna e dal sostituto Alberto Pioletti, ai quali ha spiegato che le spese da lui sostenute con fondi regionali gli erano consentite dai regolamenti interni, nella sua veste di capogruppo del partito. E avrebbe portato con sé le prove. "Ha indicato due scatoloni entrati con lui nel primo pomeriggio in caserma e da lui conservati lì dove, evidentemente, le perquisizioni dei giorni scorsi non erano arrivate. (....) Questo è il Sistema" spiega la Repubblica nell'articolo a firma di Carlo Bonini e Maria Elena Vincenzi.
Poi è passato al contrattacco accusando alcuni suoi colleghi di partito di una gestione disinvolta dei fondi a loro assegnati e che erano giustificati da "pezze d'appoggio" sulle quali, a differenza delle sue spese, tutte fatturate, non c'erano controlli. Parla di Battistoni, nuovo capogruppo Pdl alla Regione Lazio che accusa di aver usato fondi per fare festini, e di altre 7 persone.

Consegnate due casse di carte. Accusati 8 colleghi - "Ce n'è per tutti  - spiega a pagina 4 del Messaggero nell'articolo di Valentina Errante - Al presidente Renata Polverini, Fiorito contesta la gestione politica. Ma poi presenta le carte su otto consiglieri del suo gruppo. Accusa da franco Battistoni a Giancarlo Miele, da Carlo Romanis a Veronica Cappellaro, da Andrea Bernaudo a Chiara Colosimo e Lidia Nobili. Tira tutti dentro".
L'avvocato Carlo Taormina, uno dei difensori de 'Er Batman' ha inoltre dichiarato di aver depositato buona parte della contabilità del Pdl alla Regione Lazio. "Abbiamo prodotto almeno due casse di documenti - ha precisato - ed ora è giusto che gli investigatori facciano i loro riscontri. Personalmente ho eccepito la qualificazione giuridica del reato. Secondo me il peculato non sussiste, perché i gruppi ed i partiti sono soggetti privati, quindi si dovrebbe eventualmente discutere di appropriazione indebita".

Caos nella Regione Lazio - Intanto, è bufera sulla Regione Lazio. "In polvere" titola il Manifesto; "Palude delle libertà" dice Libero; "Polverini, il festino è finito" si legge su l'Unità; "Regioni da rottamare" scrive il Giornale; "Ecco il sistema Polverini" sceglie la Repubblica. I quotidiani in edicola giovedì 20 settembre sono tutti concordi: "Il caso Lazio scuote il Pdl", come riassumono la Stampa e il Corriere della Sera in prima pagina (LA RASSEGNA STAMPA).

Le condizioni per restare: ricambio ai vertici e nuove regole - Il quotidiano romano il Messaggero spiega a pagina due che Polverini "è stanca e provata. Ma non ancora decisa a mollare. Vuole le dimissioni di Battistoni, il capogruppo regionale Pdl di cui ha chiesto ripetutamente la testa senza ottenerla (...). Se Battiston non farà un passo indietro prima del voto di venerdì (il Consiglio regionale esaminerà l'intero pacchetto di interventi chiesti dal governatore) si va tutti a casa".

Giannini: "Perché deve dimettersi" -
"Basta guardare le foto della trucida serata in costume al Foro Italico" si legge nell'editoriale del giornalista su la Repubblica. (...) In quel rozzo carnasciale capitolino, anche Renata Polverini è ormai una maschera tragicomica. Per questo, neanche lei merita di restare al suo posto un minuto di più".

Sergio Rizzo: "Inutili sceneggiate" - (...) E ricomincia il tormentone delle dimissioni. -  scrive l'editorialista del Corriere della Sera - Non le ha date il presidente del consiglio regionale, non le ha date il capogruppo del partito, non le ha date nemmeno il monumentale franco Fiorito, quello dei 109 bonifici a se stesso con i soldi nostri, allora le darà lei (Polverini, ndr)". Sergio Rizzo parla poi delle voci di una probabile conferenza stampa, poi smentite ai fatti e del vertice Polverini-Berlusconi. E aggiunge: "Ci risiamo: il stucchevole teatrino della politica"

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