Omicidio di Lignano, si indaga su eventuali complici

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"Sulla scena del crimine c'è l'evidenza di 2 persone ma non si può escludere il concorso a vario titolo di altri", ha spiegato il pm Danelon. Per il delitto si trova in stato di fermo la cubana Lisandra Aguila Ricò. Ricercato il fratellastro

Non sono ancora concluse le indagini sull'omicidio dei coniugi Burgato a Lignano Sabbiadoro, per il quale sono indagati la giovane cubana Lisandra Aguila Rico, che ha confessato l’omicidio e si trova in stato di fermo, e il fratello di lei, Laborde Ricò, ancora ricercato.
Lo hanno ribadito più volte i magistrati in conferenza stampa, precisando che andranno chiariti molti aspetti della vicenda - compresi il movente e l'eventuale presenza di complici.

Si indaga su eventuali fiancheggiatori - "Per ora gli indagati sono due, con l'accusa di omicidio pluriaggravato e rapina pluriaggravata" ha detto il pm Claudia Danelon, precisando di aver già chiesto la convalida del fermo e la custodia cautelare in carcere per Lisandra Aguila Ricò. "Ora - ha aggiunto - proseguiranno le indagini per chiarire tutti gli aspetti e la presenza di eventuali complici". "Sulla scena del crimine c'è l'evidenza di due persone ma non si può escludere il concorso a vario titolo e in diversi momenti di altre persone. A questo stiamo ancora lavorando" ha continuato. Quanto all'arma del delitto Danelon ha precisato: "E' stata indicata ma non ancora trovata: si tratta di due coltelli".

La ricostruzione degli inquirenti
- Gli inquirenti ritengono che la vicenda sia da inquadrare nell'ambito di una rapina degenerata. Da un'ultima ricostruzione, risulta che, in seguito al bisogno di soldi di Reiver per tornare a Cuba dove sua moglie era in procinto di partorire il secondo figlio, i due fratelli cubani avrebbero architettato la rapina. Entrati nella villa dei Burgato con il volto coperto da passamontagna e con alle mani guanti da motociclista, sarebbero stati riconosciuti dalle vittime, forse dall'accento. Questo avrebbero fatto scattare la furia sulla coppia di anziani e la successiva fuga evitando di rovistare in casa. Nell'interrogatorio, infatti, Lisandra avrebbe ammesso di aver infilato la mano nella borsetta di Rosetta, dove aveva trovato alcuni gioielli e denaro, e di averli consegnati subito al fratello senza nemmeno quantificare ciò che aveva rapinato.

Usciti dalla villa, i due si sarebbero cambiati d'abito per poi andare a dormire in due appartamenti differenti: la ragazza da amiche, il fratello nell'appartamento che aveva preso in affitto. Sarebbe stato compito del ragazzo far sparire lo zainetto in cui i due hanno nascosto i vestiti usati per fare la rapina e i due coltelli. Armi che al momento non sono state trovate. Lisandra avrebbe riferito di non essere in grado di indicare il luogo dove sono state gettate.

Dubbi sul movente - "Potrebbe esserci anche un altro movente" ha detto però il Procuratore Capo di Udine, Antonio Biancardi, a margine della conferenza stampa. A una domanda specifica sulla certezza che si sia trattato di una rapina, il Procuratore non ha escluso che possa emergere un'altra ipotesi. Il Procuratore ha poi insistito sull'aspetto della premeditazione della rapina, mentre "si vedrà", ha precisato, per quanto riguarda l'eventuale premeditazione dell'omicidio. "Non è un dolo d'impeto", ha concluso.

Il procuratore: "Condanna sia esemplare"
- Nel corso della conferenza Biancardi ha inoltre invocato una condanna esemplare. "Cercheremo di chiarire ogni aspetto, i giudici dovranno capire come sono andate le cose. Una volta raggiunta la verità – ha detto Biancardi - chiederemo che la condanna sia il più severa possibile: fatti del genere vanno puniti in maniera esemplare". "Le pene severe - ha continuato - ci sono, basta non dare le attenuanti quando non ci sono i presupposti per averli, e applicarle in maniera rigorosa". Il procuratore si è anche detto "sconvolto" dall’episodio, che ha definito shockante" sottolineando la giovane età dei due fratelli cubani (21 anni lei, 24 lui).

Il fratello della vittima: "Finalmente basta fango" - Intanto, Rino Sostero, fratello di Rosetta (una delle vittime) dice a SkyTG24: "Sono soddisfatto del risultato che è venuto fuori. Finalmente hanno finito di buttare fango da tutte le parti, per quanto mi riguarda. Mia sorella non ha precedenti. Questi due personaggi non li ho mai visti. Ho sempre pensato che fosse una rapina e basta"

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