Milano, inaugurato il registro delle unioni civili

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Fiori, applausi, clima festoso e tanti sorrisi. Nella prima giornata 18 coppie di fatto (la maggior parte eterosessuali) si sono presentate all'anagrafe del Comune. Le prenotazioni sono più di 100

di Pietro Pruneddu

Fiori, applausi, clima festoso e tanti sorrisi. Nessun anello, per ora. Solo una firma su un attestato in duplice copia. Ma per quanto simbolico, quel pezzo di carta equivale a una piccola rivoluzione. Martedi 18 settembre, Milano ha inaugurato il registro delle unioni civili, dopo una lunga battaglia in Consiglio comunale culminata a luglio con l'approvazione del progetto. Un primo passo che, nelle intenzioni dell'amministrazione Pisapia, dovrebbe anche stimolare il parlamento a legiferare in materia, con l'obiettivo di arrivare a un riconoscimento giuridico delle coppie di fatto. 

Come funziona il registro - La stanza 231 degli uffici dell'anagrafe di Milano non era mai stata così affollata. Giornalisti, curiosi, ma soprattutto le coppie di fatto che hanno deciso di iscriversi al registro delle unioni civili. Sono 18 quelle che hanno firmato nella giornata inaugurale, 105 quelle prenotate (di cui 33 omosessuali). Nei giorni scorsi, tra mail e telefonate, sono arrivate centinaia di richieste d'informazioni. Le condizioni per iscriversi al registro sono poche ed essenziali: bisogna essere maggiorenni, non legati da vincoli di parentela, appartenenti allo stesso stato di famiglia e residenti o coabitanti anagraficamente nel comune di Milano. Gli unici paletti: che uno dei due non sia ancora separato e che sia iscritto a qualunque altra unione civile riconosciuta.
Il Comune si impegna così a tutelare le coppie che si iscrivono al registro in otto aree tematiche: casa, sanità e servizi sociali, politiche per i giovani, genitori e anziani, sport e tempi libero, formazione, scuola e servizi educativi, diritti e partecipazione, trasporti (guarda il video).

Coppie di fatto etero e gay- Al registro possono iscriversi coppie eterosessuali e omosessuali. Delle prime 18 unioni ce ne sono state 4 tra persone dello stesso sesso.  E dall'ufficio dell'anagrafe di via Larga fanno sapere: "La proporzione è circa una coppia omo ogni due etero". L'assessore ai servizi civici Daniela Benelli spiega: "L'opposizione ci criticava dicendo che si trattava di un provvedimento esclusivamente per coppie omosessuali. Le percentuali, invece, riflettono la composizione delle coppie di fatto a Milano. Abbiamo fatto un passo verso la civiltà europea".

I primi a prenotarsi e quindi a firmare in mattinata, sono stati Paolo Hutter e Paolo Oddi. Giacca blu per entrambi, hanno ufficializzato la loro unione con un'enorme penna bianca e rossa. "L'avremmo voluta arancione (colore simbolo della giunta Pisapia, ndr.) ma non l'abbiamo trovata". Hutter, giornalista ed ex consigliere comunale, vent'anni fa in piazza Scala celebrò una decina di simbolici matrimoni omosessuali. I primi nella storia di Milano. "Si sta vivendo un grande avvenimento qui, perchè lo scandaloso ritardo di questa città è coinciso con un momento di grande attenzione sul tema nel dibattito nazionale". Il compagno Paolo Oddi non riesce a mascherare l'emozione, mentre Hutter calibra le parole: "Di per sé è un atto minimale, non è l'emozione che avremmo voluto vivere. Per ora è ancora un gesto simbolico. Questa è un decimo di una vera unione, quello che vogliamo. Una legge nazionale sui matrimoni omosessuali non è ancora realtà. Ma è un cambiamento simbolico importante, anche se nullo dal punto di vista del cambiamento dei diritti".

"Parente prossimo" - Chi si iscrive al registro milanese verrà omologato al "parente prossimo del soggetto con cui si è iscritto". Un piccolo passo, certo ancora lontano dai diritti garantiti dal matrimonio. "In futuro ci vuole una legge nazionale per il matrimonio gay e un'altra formula per gli etero che non vogliono sposarsi", spiega Paolo Hutter, che dopo la firma si è spostato in piazza Scala dove è stata posata una targa con alcuni lucchetti, che "verranno riaperti quando in Italia ci sarà la legge".
Intanto, al secondo piano dell'anagrafe, le procedure per l'iscrizione al registro proseguono. Incorniciata su un muro c'è la copia del certificato di matrimonio di Alessandro Manzoni. "In qualche modo siamo promessi sposi anche noi", scherza qualcuno dopo aver firmato. "Molte di queste coppie non possono o non vogliono sposarsi, per i motivi più vari. Ma non per questo siamo meno innamorati, meno uniti delle famiglie "standard". Fino ad oggi siamo stati discriminati. Ma crediamo che questa firma possa muovere le cose".

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